Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare

Silvana De Mari, scrittrice, medico e blogger italiana ha scritto: “Senza coraggio non è possibile ottimismo e senza ottimismo non è possibile la felicità”.

Quindi il coraggio è fondamentale. Ma chi ce lo insegna oggi il coraggio? Non certo l’epoca in cui viviamo che manca di certezze e dove l’ansia regna incontrastata. Ma senza coraggio non si vive, non si possono fare progetti.
Il coraggio, però, come diceva il buon don Abbondio dei Promessi Sposi di manzoniana memoria: ‘Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare’. E aveva perfettamente ragione perché il coraggio va insegnato e trasmesso. Il coraggio non è innato né casuale, lo si infonde, lo si dimostra, lo si educa con l’esempio. Ma coraggio per fare cosa? Il tuffo dallo scoglio più alto? La discesa sugli sci? Salire sulle montagne russe al lunapark?
No, il coraggio del vivere, del fare le cose, di buttarsi nel mondo senza paure e vergogne inutili. Il coraggio di dire ciò che si pensa senza diventare schiavi del giudizio dell’altro. Il coraggio delle scelte, anche di quelle controcorrente. Il coraggio di essere se stessi e capire che anche le sconfitte possono essere occasioni per ricominciare.

Non è certo facile.

Ma il nostro cervello, ce lo dicono le neuroscienze, è in continua evoluzione, si modifica e si evolve a seconda del nostro pensiero. E il nostro pensiero può cambiare, e cambiando il nostro pensiero cambiamo la nostra mente, cambiamo le nostre abitudini. Cambiando le nostre abitudini cambiamo i nostro carattere e cambiando il nostro carattere cambiamo il nostro destino.

Chi ha scoperto nuovi mondi, chi ha capito il movimento dei pianeti, chi ha sintetizzato antibiotici, o inventato aeroplani? Ottimisti sognatori!

voglia di crederciLe persone coraggiose sono ottimiste, sviluppano un’alta capacità di godere il presente e sperimentano la felicità. “Essere felici non è una fatalità del destino, ma una conquista per coloro che sono in grado viaggiare dentro il proprio essere.
Essere felici è smettere di sentirsi vittima dei problemi e diventare attori della propria storia.” scriveva Augusto Cury, medico psichiatra, psicoterapeuta, brasiliano nel lontano 2003.
Come dargli torto? Diamoci il permesso di essere felici.

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