Febbre del Nilo: un decesso a Udine, 14 casi nella Regione. Riccardi: “Situazione sotto controllo”

08.09.2018 – 10.28 – Un uomo di 88 anni, residente a Latisana (Udine), è deceduto questo giovedì dopo una lunga degenza in ospedale dal 3 settembre, quando aveva accusato gravi sintomi influenzali. Secondo l’azienda sanitaria e grazie a una conferma del sindaco Daniele Galizio, si tratterebbe del primo caso mortale di West Nile Virus nella Regione Friuli Venezia Giulia. Sembrano invece migliorare le condizioni della donna cinquantenne ricoverata nei giorni scorsi con eguali sintomi, sospettata a sua volta di aver contratto la Febbre del Nilo.

Il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ha rassicurato ieri sull’intenzione della Regione di continuare “un attento monitoraggio della situazione”, sebbene il fenomeno rimanga a suo giudizio “limitato” e “ampiamente sotto controllo”. Sui 121 casi esaminati in regione, ha spiegato Riccardi, sono state confermate solo 14 infezioni. L’età media delle persone colpite, ha precisato, è di 63 anni. Altri 14 sono invece i casi di probabile infezione ancora da confermare. Di questi, 10 sono stati registrati in residenti in provincia di Pordenone e 2 in quella di Udine. Si aggiunge anche nelle ultime ore una persona contagiata a Trieste, che sembra tuttavia aver contratto l’infezione fuori regione, e una residente in Veneto che ora si trova a Pordenone.

In Veneto, nell’agosto appena trascorso, si sono verificati 84 casi e tra questi ben 25 gravi, con sviluppo di encefalite. Il West Nile Virus non è inoltre da solo; sono stati segnalati casi di febbre Dengue e Usutu, sebbene talmente rari da non destare preoccupazione. Il Virus della Febbre del Nilo Occidentale, è presente in Europa da ormai un decennio, e grazie al clima caldo e umido degli ultimi mesi, i focolai di larve di zanzare si sono moltiplicati esponenzialmente. Il virus si trasmette attraverso la puntura di una zanzara della famiglia Culex e ha un periodo di incubazione compreso tra i 2 e i 14 giorni. Nei soggetti con deficit al sistema immunitario i primi sintomi possono verificarsi anche dopo 21 giorni. Nei soggetti più deboli possono insorgere, accanto ai sintomi influenzali, anche problemi neurologici del tipo meningite e meningo-encefalite. Quest’ultime conseguenze, tuttavia, si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette, con effetti quali disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma.