30.09.2018 – 09.24 – La nuova edizione di Trieste Next, giunta al settimo anno, ha ricevuto ieri un’ospite d’eccezione, nella cornice del Teatro Miela: Elena Cattaneo, la nota ricercatrice e senatrice a vita, ha tenuto una breve conferenza, rispondendo alle (tante) domande del pubblico. La Cattaneo è soprattutto nota per le ricerche nell’ambito delle cellule staminali e le malattie neurodegenerative.
“Il rischio del baratro è prossimo, rischiamo di diventare il Paese della pseudoscienza, dei devoti alla natura, come se la natura di per sé fosse buona” – ha avvertito la Cattaneo, relativamente agli anti-vaccinisti – “Parlare con gli estremisti contro la vaccinazione è molto difficile perché ci sono radicalizzazioni dei pensieri, ci sono dei pregiudizi fortissimi”.
“Quando gli estremismi sono cosi forti – per fortuna si tratta però solo del 2-3% – sono irrecuperabili. Noi scienziati possiamo invece lavorare su quel 15-20% che sono quelli esitanti“. Gli scienziati, a questo riguardo, “non devono stancarsi nel comunicare”, anzi, “se non lo faranno, ho l’impressione che quello spazio pubblico verrà occupato da fake news e ciarlatani”.
Su una nota più positiva, la Cattaneo ha osservato la necessità di coinvolgere maggiormente il cittadino, senza considerarlo un elemento “esterno” e puramente un “soggetto” a cui passivamente comunicare i propri risultati: “Bisogna alimentare la fiducia e includere il cittadino nelle scoperte che vengono fatte dagli scienziati per loro conto. Bisogna costruire un collante sociale“.
“La scienza – ha sottolineato la Cattaneo – non è la verità ma è un metodo, il migliore che abbiamo, per scoprire come stanno le cose al meglio delle possibilità di conoscenza oggi”. Eventi come “Esof e Next, sono strumenti necessari, ciascuno con le proprie competenze, per ricostruire quel patto sociale“.
Nonostante la Bora abbia imposto ieri di chiudere gli stand fino a mezzogiorno, la partecipazione a Trieste Next ha rivelato un successo maggiore delle già generose stime iniziali, segno dell’interesse tanto locale, quanto internazionale per il Festival, frutto di una cooperazione tra Comune, Università degli Studi, Italypost, Area Science Park e International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (Icgeb)


