06.08.2018 -12.45 – I subacquei si sono calati nelle acque di Grado, a 4 miglia dalla costa, pronti a far brillare 300 chili di tritolo accuratamente preparati per l’operazione: hanno trovato solo correnti marine e sabbia, l’esplosivo misteriosamente scomparso. Oggi, 6 agosto 2018, dopo diverse (infruttuose) ricerche con sonar e attrezzature specializzate, si è deciso di sospendere le operazioni. I responsabili su cui grava il compito di ritrovare il tritolo sono i militari del Nucleo S.D.A.I. (Servizio Difesa Antimezzi Insidiosi) di Ancona, che hanno notificato la Prefettura e la Procura della Repubblica.
Il tritolo è nella forma di pani, dalle dimensioni di mattoni grigi, originariamente contenuti all’interno di un siluro risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Il siluro era stato rinvenuto a soli 80 metri dalla riva, nei fondali di fronte all’ex Safica, quando una draga, nelle operazioni di pulizia, aveva sbattuto contro “qualcosa”, rivelatosi essere il mortale ordigno. Com’è ovvio, un siluro è un’arma progettata per funzionare in acqua, il che spiega l’ottimo stato di conservazione. Oltre all’esplosivo, era stata ritrovata anche la parte posteriore del siluro, 5 metri dei 7,20 originari. Il tritolo in seguito era stato spostato e collocato a 12 metri di profondità, prima che sparisse nel nulla.
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