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venerdì, 30 Settembre 2022

Parola d’ordine? No, basta la voce

13.08.2018 – 22.00 –  E se quando chiamate l’assistenza di Amazon dopo solo poche parole la persona all’altro capo del filo sapesse chi siete senza nemmeno chiedervelo? Non è fantascienza e non vi conosce: basta che la vostra voce venga passata attraverso un algoritmo di identificazione vocale.

Questo tipo di riconoscimento, basato sulla nostra voce, funziona analizzando parametri fisici e comportamentali, che uniti danno un’impronta vocale unica per ogni individuo. Tra i primi rientrano capacità polmonare e lunghezza e forma dell’apparato vocale, deducibili analizzando le armoniche della vostra voce; invece i secondi comprendono l’accento, la pronuncia e la velocità con cui parlate. Questi dati vengono raccolti una prima volta, sia usando algoritmi dipendenti che indipendenti dal testo, cioè facendovi ripetere un testo prestabilito o analizzando un qualunque insieme di frasi, anche spezzoni di normali conversazioni telefoniche, il tutto facendoci parlare per poco meno di un minuto.

Quanto è affidabile l’identificazione vocale? Molto, tuttavia alcuni software sono in grado usare l’impronta vocale di un individuo per sintetizzarne artificialmente la voce ed ingannare questi sistemi. Questo fa si che la biometria vocale non possa essere usata come solo mezzo di identificazione, ma debba essere affiancata ad altri: in quest’ultimo caso è vantaggiosa perché permette di fare continuamente l’autenticazione, senza dover chiedere di nuovo password o impronte digitali.

L’identificazione a scopo di autorizzazione non è l’unico uso possibile: come si diceva all’inizio sta trovando largo uso nei call center per identificare chi sta effettuando la chiamata senza dover chiedere effettivamente chi sta parlando. Questo permette all’operatore di avere diverse informazioni sul cliente, con il duplice vantaggio di diminuire il tempo della chiamata e di renderla più user friendly. Preparatevi quindi ad essere riconosciuti ad ogni telefonata, in prossimo futuro l’unica a chiamarvi con il nome sbagliato sarà la vostra vecchia zia.

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