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martedì, 6 Dicembre 2022

In salvo lo speleologo triestino

6.08.2018-13.40- L’incubo dello speleologo triestino, Stefano Guarniero, è finito. Il 33 enne, infortunatosi a causa di una caduta di venti metri nella grotta in esplorazione denominata Frozen e intrappolato lì da sabato 4 agosto, è stato finalmente portato in salvo. Il ferito è uscito dalla grotta alle 12.35 dall’ingresso collocato cento metri più in basso denominato Turbine, grazie al team di 12 tecnici affiancati da un medico e un infermiere e al coordinamento con le squadre dei soccorsi esterni, il tutto si è risolto per il meglio. Sul posto ad attenderlo, nella lunga attesa della risalita finale, i familiari che ora possono finalmente tirare un sospiro di sollievo.

Un recupero che si è dimostrato più difficile di quanto previsto, infatti, inizialmente si pensava di poter trarre in salvo lo speleologo, nel tardo pomeriggio di domenica 5 agosto ma le operazioni di salvataggio si sono complicate. A causa di alcuni difficili passaggi nella grotta, le operazioni sono state rinviate al giorno dopo. In un primo momento i soccorsi erano riusciti ad aprire un’uscita alternativa, liberandola dal ghiaccio (ore 15, ieri), ma lo spazio liberato risultava ancora troppo stretto per la barella (ore 21), pertanto si è scelto di allargare le strettoie con delle cariche esplosive. Le manovre dei disostruttori, avvenute stamani alle 3, hanno consentito il passaggio della barella,  le squadre di soccorso hanno così finalmente potuto continuare la risalita, superando il punto critico della cascata. I soccorritori sono rimasti in collegamento, grazie uno speciale cavo telefonico, che ha consentito la coordinazione dei soccorsi con il personale all’esterno della grotta e con la Caserma di Finanza di Sella Nevea tramite collegamento radio.

Nelle operazioni sono stati impiegati, per quasi quarantotto ore a partire da sabato 4 agosto, tre elicotteri per il trasporto di uomini e materiali, 94 i tecnici speleologi con varie specializzazioni provenienti da tutta la regione e dal resto d’Italia, tutti del Soccorso Alpino e Speleologico Nazionale.

Anche il giovane tratto in salvo, fa parte del Soccorso Alpino e Speleologico Nazionale ed è uno dei tecnici con più pratica ed esperienza in grotta, in particolare nelle tecniche di recupero e di soccorso. Nel 2014 in Baviera si è distinto assieme ad altri, per aver contribuito direttamente al salvataggio del ferito dall’abisso di Riesending, rimanendo per due giorni dentro la grotta.

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