Amianto, Patuanelli: “Molti esposti continuano ad ammalarsi”. L’assassino silenzioso è ancora fra noi.

27.08.2018 – 18.48 – Amianto. A volte se ne parla come qualcosa di conosciuto, ma distante, ricordando l’Eternit e Casale Monferrato, la ‘città bianca’; a volte, a casa nostra, ci si ride sopra, perché si è sentito di tutto e forse alla fine non è stato che un modo per andare in pensione prima: una ‘stortura del sistema’. Non è così, e al di là di situazioni nelle quali le pieghe della legge sono forse state un modo per ottenere una ‘spintarella’ per andar via (spesso tanto) prima, l’amianto è un avversario da non sottovalutare, neppure dopo molti anni. Le agevolazioni che hanno permesso di lasciar prima il lavoro sono state, nella maggioranza dei casi, giuste, perché molti di coloro che ne hanno approfittato, a dimostrazione di che cosa la parola ‘asbestosi’ possa significare, non ci sono più. Quelle agevolazioni, però, sono finite.

Lo ricorda in una nota Stefano Patuanelli, capogruppo M5S al Senato: “Ho incontrato negli scorsi giorni Michele Piga, Segretario Generale della CGIL di Trieste, assieme a Stefano Borini, membro del Direttivo provinciale della CGIL di Trieste, per affrontare il tema, già toccato in campagna elettorale, degli esposti all’amianto. A venticinque anni dalla Legge n. 257 c’è ancora ampia presenza di amianto nei nostri edifici e molti esposti continuano ad ammalarsi.”

Eternit non era solo il nome della fabbrica di Casale Monferrato ma anche il marchio registrato del fibrocemento, o cemento-amianto, prodotto in grandi quantità e largamente utilizzato in edilizia privata e pubblica, nella costruzione di navi, in ferrovia, nell’industria in generale. L’amianto era anche nei giocattoli: nel DAS, con cui giocavamo a fare gli scultori. Fu solo però verso la fine degli anni Settanta che la convinzione della relazione diretta tra i prodotti della Eternit e la drammatica sequenza di patologie mortali manifestatesi ai danni dei dipendenti della fabbrica acquistò pieno credito; nonostante tutto, Eternit continuò a lavorare e a produrre fino alla metà degli anni Ottanta e fu solo in quel periodo che iniziarono i divieti e i primi interventi di bonifica.

Asbestosi. La più drammatica fra tutte quelle patologie, la forma di tumore ai polmoni denominata mesotelioma pleurico, uccide ancora oggi e non lascia speranza: è sufficiente infatti che la fibra d’amianto, in quantità anche minima, sia venuta a contatto con i polmoni attraverso la respirazione per generare il rischio di tumore, e il tumore può manifestarsi anche dopo venti, trenta, quarant’anni senza che prima ci sia stato alcun sintomo. L’intera generazione che è passata sui banchi di scuola negli anni Ottanta, o che in quello stesso periodo ha lavorato nell’industria o nell’edilizia e cantieristica, è quindi particolarmente a rischio. E i benefici pensionistici derivanti dall’esposizione all’amianto, come ricorda Patuanelli, non sono uguali per tutti.

“Per molti anni i lavoratori che hanno dovuto sopportare esposizione conclamata all’amianto hanno potuto usufruire di benefici pensionistici. La Legge però ha posto un limite temporale alle domande, limite che oggi crea una ingiustizia sociale forte: lavoratori che hanno sopportato il medesimo pericolo hanno un trattamento diverso. Ho dato quindi la mia piena disponibilità a portare all’attenzione del Governo il tema, con la convinzione che già dalla prossima Legge di Bilancio si debba e si possa intervenire.”

Nel 2014, su circa 150 scuole di responsabilità del Comune di Trieste fra asili, elementari, ricreatori e medie), solo per 33 di esse l’amministrazione cittadina aveva potuto escludere a titolo definitivo la presenza di amianto. Per le altre i controlli sono continuati, e continueranno ancora. Quarant’anni sono passati, ma le morti per amianto non hanno concluso il loro ciclo: l’assassino silenzioso è ancora fra noi. In molti casi, è dentro di noi.

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