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lunedì, 15 Agosto 2022

Trieste-Aquileia-Trieste: la Casa dei putti danzanti

17.07.2018 – 11.04 – L’Università degli Studi di Trieste dal lontano 2005 ha un cantiere archeologico didattico in via Gemina ad Aquileia che offre visite guidate di grande interesse, dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.00 (per informazioni è possibile rivolgersi alla prof.ssa Federica Fontana oppure a Claudio Prencis.

Di che cosa si tratta esattamente? Di una domus enorme estesa su un intero isolato a cui è stato dato il nome di Casa dei putti danzanti per via del soggetto di un raffinato mosaico del IV secolo che decorava gli ambienti di rappresentanza: è il complesso architettonico di edilizia privata più ampio riportato alla luce, finora, nel contesto archeologico aquileiese grazie agli scavi operati dal Dipartimento di scienze dell’antichità dell’Università di Trieste guidati proprio dall’equipe della prof.ssa Fontana.
Le mastodontiche proporzioni di questa casa, i reperti ivi ritrovati (nel 2009, ad esempio, è stato rinvenuto un frammento di coppa in vetro ‘diatreta’ prerogativa dei funzionari imperiali o della corte) e le sontuose decorazioni hanno portato gli studiosi a supporre che il proprietario fosse un personaggio illustre molto vicino alla corte imperiale di Roma, un tale Septimius Theodolus, governatore cristiano della Venetia et Histria.

 

Negli scavi degli ultimi anni, inoltre, è stato rinvenuto un ambiente termale e l’accesso orientale della domus, un ritrovamento eccezionale dato che gli accessi alle abitazioni in Aquileia non sono sempre facilmente individuabili.

 

Ad Aquileia è difficilissimo scavare in estensione e non esiste, allo stato attuale, altra casa romana indagata nella sua interezza. La sua datazione è stata possibile grazie al rinvenimento di monete in alcuni pavimenti (proprio nel IV secolo sembra essere un uso bene-augurale) fatto che ha permesso di datare con certezza l’impianto della dimora agli anni 337-340 d.C.

Come arrivare ad Aquileia? Sicuramente in macchina, ma ai più sportivi consigliamo di prendere il Delfino Verde che parte dal Molo Audace di Trieste, ogni mattina, con al seguito la bicicletta (viene caricata a bordo per soli 0,85 euro), di arrivare a Grado e di percorrere l’agevole pista ciclabile fino ad Aquileia. Una volta arrivati lì, con le adeguate scarpe infortunistiche sarà possibile entrare nel cantiere. Potrebbe essere questo un modo alternativo per trascorrere una giornata estiva, facendo del sano esercizio fisico saziando, nel contempo, l’inestinguibile sete di conoscenza che contraddistingue ogni essere umano.

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