01.07.2018 – 09.40 – Grazie all’inaspettato successo degli scorsi mesi, il Comune ha deciso di prorogare la mostra “In viaggio con Thalia. Dalla prima nave bianca del Lloyd alla principessa del mare (1907-1967)”, allestita al Civico Museo del Mare (via Campo Marzio 5). La mostra rimarrà visitabile fino al 14 ottobre, Barcolana compresa. L’orario è l’usuale: lunedì – domenica ore 9-13, chiuso il mercoledì. L’ingresso è gratuito.
La storia di questa prima “nave bianca”, orgoglio del Lloyd Austriaco e, con questo, dell’intera cantieristica giuliana, è al centro della rassegna organizzata dal Civico Museo del Mare assieme all’Associazione culturale Italian Liners. A ideare il percorso Maurizio Eliseo, uno dei massimi esperti a livello mondiale per quanto concerne la storia della crocieristica, e collezionista di oggetti legati alla Thalia, ed Enrico Mazzoli, conservatore del Museo del Mare.
Fotografie d’epoca, volumi, documenti, dépliant e menù di viaggio, argenti, strumenti di navigazione, cartoline provenienti da collezioni private e dall’Archivio Storico del Lloyd recentemente acquisito dal Comune di Trieste, restituiscono le vicende del Thalia e di un’epoca. Trattando la nascita della crocieristica, la mostra ospita anche un “cammeo” dedicato alla M/N Italia, prima nave italiana, realizzata a Muggia, a essere concepita per le crociere di lusso e che, noleggiata, con tanto di equipaggio prevalentemente triestino, dalla statunitense Princess Cruises, dette inizio, nel 1967, alla stagione crocieristica dell’importante compagnia americana. Una tradizione che continua fino al giorno d’oggi, con navi in prevalenza commissionate a Fincantieri.
Sono 110 gli anni che ci separano dalla prima rotta intrapresa dal piroscafo Thalia.
Era il 1907 quando il Lloyd Austriaco decise, per meglio rispondere alle esigenze di una diversificata platea di passeggeri, di ampliare le proprie offerte. Le navi di linea allora in uso, quelle che – com’è intuibile dal nome – si muovevano lungo rotte prestabilite trasportando merci e persone suddivisi in varie classi fino ai migranti, non rispondevano più alle esigenze delle classi più abbienti della società, desiderosi di viaggiare senza, per questo, rinunciare a un ambiente fatto di raffinatezze.
Fu pertanto deciso di prendere una nave di linea, la Thalia e, una volta completamente svuotata, di rimaneggiarla trasformandola in una sorta di albergo galleggiante da adibire a “viaggi di piacere”, con sale concepite per rendere quanto più piacevole il soggiorno dei suoi ospiti. Vi sarebbe stata un’unica classe di lusso, con prezzi diversificati unicamente in base alla tipologia e alla collocazione delle singole cabine. Infine, per diversificarla dalle altre navi che continuavano a svolgere i servizi di linea, generalmente dipinte in nero per via dei fumi ricchi di parti di carbone provocati dalle macchine di allora, fu deciso di verniciarla in bianco, anche se questo avrebbe comportato la necessità di una ben più rigida manutenzione. Da qui la tradizione delle “navi bianche”, continuata fino al giorno d’oggi.
Ulteriori informazioni sul sito www.museomaredelmaretrieste.it


