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lunedì, 15 Agosto 2022

La giungla delle aule studio universitarie: come sono i nostri studenti?

02.07.18 – 14.06 – La sessione estiva degli esami universitari non è ancora finita e c’è ancora un nutrito numero di studenti che continua imperterrito a studiare. Ma quali sono i luoghi preferiti per svolgere questa attività?

C’è chi si tappa in casa, chi preferisce i luoghi affollati, ma una buona parte ama le aule studio, le biblioteche, i posti dove regna un religioso silenzio e dove tutti stanno con la testa china sui libri. Non proprio tutti, in realtà, perché la tipologia dello studente-studioso è quanto mai variegata e per capire come funziona almeno in parte “esta selva selvaggia” occorre passare alcuni giorni in un’aula studio.
In primis c’è lo studente-studioso-serio, quello che arriva presto, non si scolla dalla sedia se non per andare in bagno e riempire la bottiglia d’acqua che regolarmente sorseggia, quello che se ne va solo alla chiusura, che non dà confidenza, che magari ha anche i tappi o le cuffie alle orecchie per non essere minimamente distratto. Codesto studente è, nella classifica, on the top!
A seguire, lo studente-part-time, quello che si è fatto prendere il posto dallo studente serio (e già perché i posti vanno a ruba e se avete un amico studioso che vi prende il posto avete risolto buona parte dei vostri problemi) e che arriva con calma in tarda mattinata, si concede delle pause, non si stressa ed è evidente che non ha intenzione di ammazzarsi di studio.
Ma la tipologia è quanto mai ricca, non c’è dubbio: c’è chi si arriccia sempre i capelli o si mangia le unghie o chi in continuazione guarda il cellulare per controllare le notifiche. Ma puoi trovare anche lo studente con il capo chino sui libri e non capisci se sta dormendo o se solo sta ripetendo. Non manca l’ossessivo-compulsivo che appena si siede incomincia a tirare fuori dalla borsa nell’ordine: quaderno, evidenziatori, penne e l’immancabile termos di the o caffè che centellina mentre sottolinea e/o evidenzia parole già evidenziate e sottolineate.

Questa ultima tipologia di studente, in genere, resiste ben poco in un’aula studio perché, per fortuna, prima o poi la bevanda preparata finisce, così come la sua capacità di concentrazione.
Ma i più divertenti in assoluto sono quelli che vengono a “studiare” solo per intrattenere pubbliche relazioni e di questi ce ne sono davvero un sacco e ci potresti perdere davvero delle giornate per capire come si muovono e cosa tramano.

Ovviamente, per chi vuole studiare sul serio, il tempo non basta mai. E tu, caro lettore “che animale sei”? (cit. “Che animale sei?” Storia di una pennuta, Paola Mastrocola)

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