04.07.2018 – 15.31 – Venerdì 6 luglio, alle ore 18, il Civico Museo d’Antichità “J.J.Winckelmann” acquisirà l’opera “Istanbul“, capolavoro del fotografo di fama mondiale Edward Lucie-Smith, donata dall’Associazione culturale Woland.
L’Associazione infatti aveva espresso la volontà di donare al Comune di Trieste una delle 12 fotografie dell’artista Edward Lucie-Smith già nel corso dell’esposizione “Nearly Human – omaggio a Winckelmann nel neoclassicismo fotografico di Edward Lucie-Smith“, organizzata presso il Civico Museo Revoltella – Galleria d’Arte moderna (febbraio-marzo 2018).

L’opera d’arte in questione, scelta in accordo con la direttrice dei Civici Musei, Laura Carlini Fanfogna, è una fotografia analogica dal titolo “Istanbul”, del 1992, appartenente al ciclo “Vicino all’umano”. Il Comune ne ha accettato il gradito dono con delibera giuntale del 29 giugno nell’anno corrente.
Il museo prescelto per l’accoglienza è stato il Civico Museo d’Antichità “J.J.Winckelmann” che si configura come la principale e più ragguardevole sede di raccolte archeologiche, soprattutto di scultura classica, in città e che dal giorno 8 giugno 2018 è stato intitolato alla memoria dell’illustre studioso tedesco.
“Vicino all’umano” è una serie di fotografie di sculture classiche e neoclassiche di epoche diverse, create in marmo anziché in bronzo, che offrono a coloro che le guardano l’impressione fuggente di osservare una cosa reale, fin troppo umana, un corpo umano che vive e respira. L’illusione, se esiste, viene sostenuta dal fatto che il marmo, in particolare modo nella fotografia in bianco e nero, può avere una somiglianza ingannevole con la carne, sebbene ovviamente ciò che queste splendide sculture classiche rappresentano sia un corpo regolarizzato ed idealizzato.
Lo strumento fotografico inquadra le sculture ritagliando una parte del corpo, non mostrandolo mai nella sua interezza. L’occhio vede solo una parte; l’immaginazione quindi costruisce il tutto da questa proposta deliberatamente limitata. Spettatore e fotografo sono collaboratori – viene lasciato allo spettatore di completare l’immagine. Accade lo stesso fenomeno quando guardiamo dal vero le sculture classiche, giunte a noi incomplete a causa degli incidenti del tempo.
Le immagini della mostra sono state realizzate in tempi diversi, dal 1997 al 2000, presso differenti siti e musei, quali il Louvre, il Musée d’Orsay a Parigi, il Victoria & Albert Museum di Londra, il Museo Capitolino a Roma, il Foro Italico sempre a Roma, oltre che all’Hermitage di San Pietroburgo e, non ultimo, il Museo Archeologico di Istanbul.
Cronologicamente le sculture iniziano da un periodo Greco-Romano per arrivare fino alla prima metà del XX secolo. L’intendimento di Edward Lucie-Smith è stato quello di rendere anonime le immagini, tagliando le inquadrature così da non rendere l’opera immediatamente riconoscibile.


