11.06.2018 – 14.07 – Sono state presentate oggi, in esclusiva per la prima volta, le sei nuove sale del Civico Museo di Storia Naturale (via dei Tominz 4). Inaugurazione ufficiale: 20 giugno, alle ore 17.30.
“Il museo si arricchisce di un ulteriore importante tassello con tante novità allettanti, volte a valorizzare un patrimonio scientifico di grande pregio per la città e che vuole essere un ‘polo’ di attrattiva turistica oltre che didattica, offrendo percorsi e contenuti accessibili a tutti”, ha introdotto l’assessore Rossi.
“Le sale sono la punta di un ‘iceberg emozionale‘ con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico catturandone la curiosità attraverso ‘composizioni’ del tutto originali e nuovi allestimenti di tipo giocoso e informale. Le collezioni del museo che riguardano il nostro territorio sono ricche e importanti e hanno valenza mondiale come i depositi enormi a disposizione e dotati di strumentazione scientifica. La strategia seguita è stata duplice: da un lato migliorare l’esistente, dall’altro aprire nuove sezioni puntando sull’approfondimento di singoli nuclei tematici delle collezioni. Un’attività che ha consentito di avviare l’aggiornamento e l’ampliamento dell’apparato didascalico dirigendo l’attenzione verso l’abbattimento delle barriere culturali, favorendo il coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi, lo sviluppo di un’informazione di maggior dettaglio rivolta agli adulti senza tralasciare la fascia dei turisti, anche stranieri.
“Uno degli obiettivi poi è l’integrazione tra nostri musei. Stiamo già lavorando per allestire una mostra su Karl Moser a 100 anni dalla morte”. Moser è stato professore di matematica, fisica, scienze naturali e calligrafia al ginnasio statale di lingua tedesca di Trieste dal 1876 al 1904. Grande appassionato di scienze ed archeologia, ha svolto la sua attività di ricercatore soprattutto nelle grotte del Carso. Scopritore, assieme ai suoi collaboratori, di molti importanti siti archeologici, è stato uno dei protagonisti della ricerca scientifica a Trieste a cavallo tra l’Otto e il Novecento.
I nuovi allestimenti, nel rispetto della ricostruzione e riproposizione scientifica, aspirano a un coinvolgimento del pubblico. Attraversando le sale il visitatore quasi inciampa nei blocchi che simulano le rocce che ancora imprigionano il dinosauro “Bruno”, incontra l’Orso delle Caverne confrontandosi con la sua imponenza, si ritrova nel buio di una grotta, perfettamente ricostruita, circondato dai tanti animali che la abitano, e, infine, passeggia in un prato dove, tra gigantesche erbe e colorati fiori del Carso, può osservare insetti grandiosi.
Un mondo da fiaba che conserva nei dettagli, nel rispetto delle proporzioni, nei cromatismi e nella scelta degli esemplari, tutti i necessari rimandi scientifici.




