Ossigeno liquido, l’incidente a Trebiciano: i rischi corsi

22.05.2018 | 12.20 – Quali i rischi corsi? Ennesimo e pericoloso incidente autostradale alle 17 di ieri, 21 maggio, dovuto a un trasporto pesante su gomma. Una cisterna che trasportava ossigeno liquido, si è rovesciata sul raccordo autostradale a poca distanza dall’uscita di Trebiciano rendendo necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Opicina supportata da una squadra della sede centrale, due autobotti, il nucleo regionale NBCR (nucleare, biologico, chimico radiologico) di Trieste e 2 funzionari. Per le successive operazioni di travaso dell’ossigeno, per le quali è stato fatto intervenire anche il nucleo NBCR di Venezia, sono state utilizzate anche due autogru provenienti dai comandi provinciali dei Vigili del Fuoco di Gorizia e Udine, che hanno provveduto a raddrizzare il mezzo incidentato. Le operazioni dei Vigili del Fuoco si sono concluse questa mattina, 22 maggio, alle 9.30, e per tutta la durata dell’intervento, per ragioni di sicurezza la circolazione è rimasta chiusa al traffico in entrambi i sensi di marcia e la zona è stata isolata per un raggio di alcune centinaia di metri dal luogo dell’impatto della cisterna con l’asfalto.

La decisione di chiudere il raccordo è stata presa per motivi precauzionali, avendo l’incidente provocato lo squarcio della parte posteriore della cisterna da cui l’ossigeno liquido è poi sta fuoriuscito. Lo sversamento del liquido è infatti potenzialmente infiammabile.
Quali i rischi reali corsi? L’ossigeno – incolore, inodore e insapore e quindi non avvertito dall’uomo – in sé non è infiammabile, ma favorisce la combustione e può diventare un pericolo mortale. Il rischio di incendio in un ambiente, anche naturale e all’aria aperta aumenta considerevolmente quando la concentrazione di ossigeno nell’atmosfera cresce, anche se soltanto di una percentuale ridotta, e con concentrazione superiore al 23% in aria la situazione diventa pericolosa. A causa della sua natura criogenica, l’ossigeno liquido è un potente agente ossidante: i composti organici immersi in ossigeno liquido, come la nostra pelle, bruciano rapidamente producendo molto calore. Sversandosi, l’ossigeno liquido crea una densa nuvola di aria arricchita: il vestiario delle persone avvolte dalla nuvola si arricchisce d’ossigeno, diventando potenzialmente infiammabile: la sorgente d’innesco può anche essere lo squillo di un telefono cellulare.Il contatto con il liquido sparso sul terreno, dal quale si sprigiona la nuvola, può rendere estremamente fragile qualsiasi materiale, compreso l’asfalto: se imbevuto di ossigeno liquido, inoltre, la sostanza petrolchimica che costituisce l’asfalto può detonare senza preavviso se esposta a fiamme, scintille o lampi di luce.  Le scintille, che in condizioni normali sarebbero innocue, possono causare incendi in atmosfere arricchite di ossigeno e i materiali che normalmente non bruciano all’aria, inclusi i materiali ignifughi, possono bruciare in modo vigoroso o persino spontaneamente.
L’ossigeno liquido può essere utilizzato come ossidante nei razzi e nei vettori per l’industria aerospaziale con l’aggiunta di additivi stabilizzatori e combinato con l’idrogeno liquido o il cherosene: è rimasta purtroppo nella storia l’esplosione dello Space Shuttle Challenger.

 

Ultime notizie

Dello stesso autore