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martedì, 5 Luglio 2022

Gas Natural rinuncia al Rigassificatore a Zaule: considerazioni di Legambiente

29.05.2018 – 10.41 – “C’è molto da imparare dal caso del rigassificatore di Zaule” commenta Andrea Wehrenfennig, presidente di Legambiente Trieste, perché “la vertenza ambientale in realtà riguardava la strategia energetica nazionale e la democrazia partecipativa, cioè quanto i cittadini possono incidere su decisioni che riguardano la loro vita”.

Lo scorso inverno (febbraio 2018) Gas Natural ha ufficialmente ritirato la sua rete di distribuzione del gas in Italia con una vendita alla Edison, annullando ogni futuro progetto di rigassificatori nel territorio italiano. Si è trattato dell’esito finale di un lungo percorso iniziato tra il 2005 e il 2006, quando la multinazionale aveva presentato i progetti di un rigassificatore a terra, a cui nel 2008 si era aggiunto il piano di un metanodotto Trieste-Grado-Villesse (Snam). Repentina all’epoca la reazione di Legambiente e delle associazioni ambientaliste (WWF, Comitato per la salvaguardia del golfo): il progetto era infatti inaccettabile per le conseguenze devastanti sull’ecosistema marino, la movimentazione delle navi e i rischi di incidenti sulla popolazione. 

Le proteste all’epoca erano state ignorate da Gas Natural, che aveva evitato ogni confronto pubblico e aveva proceduto a una denuncia per diffamazione verso un socio di Legambiente che riferiva notizie della stampa internazionale, soprattutto spagnola, sul comportamento della Gas Natural Fenosa in America Latina. 

Verso il 2006 la condanna verso il progetto era unanime da parte delle istituzioni locali di Muggia, San Dorligo, Comune di Trieste e la Regione, coadiuvati dalle associazioni dei cittadini; un passo importante in tal senso era stato compiuto con il Tavolo Tecnico Rigassificatori Trieste, dove esperti e scienziati avevano presentato i (tanti) pericoli legati al progetto e le possibili alternative. 

Il progetto è stato definitivamente annullato quando l’Autorità Portuale ha constatato come il rigassificatore a Zaule avrebbe potuto ostacolare o perfino paralizzare in alcuni momenti i movimenti delle petroliere e delle portacontainer, frenando proprio le attività fondamentali del porto.

Gas Natural, pertanto, secondo Legamabiente ci lascia solo “il brutto ricordo dell’arroganza dimostrata verso i triestini” e la sicurezza di una strategia nazionale basata sui gasdotti e non sui rigassificatori. La vittoria finale degli enti locali e dei triestini dimostra quale peso possa avere un’azione dal basso, anche a fronte di progetti apparentemente incontrastabili. 

“Abbiamo bei ricordi sulla partecipazione di tanti volontari, sia semplici cittadini che esperti e scienziati, dell’Italia e della Slovenia, tra cui ricordiamo l’amico Daribor Zupan, prematuramente scomparso: dirigente di Legambiente, ingegnere chimico, ex preside dell’Istituto Ziga Zois di Trieste, autore di un bellissimo video con animazioni e interviste ad esperti, una vera introduzione al problema del rigassificatore. A lui dedichiamo questa meritata vittoria dei diritti dei cittadini e dell’ambiente.

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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