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sabato, 2 Luglio 2022

La mostra del Volta: tra antenati asburgici e art nouveau

22.03.2018 – 11.31 – La mostra “Il Volta: una Scuola tra Arte e Tecnica nella Trieste dell’Impero” è stata inaugurata ieri sera con grande successo di pubblico, davanti a una folta rappresentanza di cittadini, amministratori municipali, rappresentanti del FAI, docenti e studenti dell’Istituto TecnicoVolta” ma anche di diversi ex alunni della storica scuola. La mostra si colloca nell’ambito delle “Giornate FAI di Primavera 2018” che si svolgeranno questo fine settimana (sabato 24 marzo e domenica 25 marzo).

“L’esposizione alla Comunale si inquadra dunque pienamente – come hanno spiegato nel corso dell’inaugurazione la Capo Delegazione FAI di Trieste prof. Mariella Marchi e la responsabile FAI Scuola FVG Mirella Pipani – nel “percorso” storico-culturale, ideato per le “Giornate” di quest’anno dalla Delegazione FAI di Trieste con il Gruppo FAI Giovani, denominato “Mito e Storia del Barone Revoltella”, che andrà a connettere il Palazzo baronale di via Diaz (ovvero la parte storica dell’attuale comprensorio del Museo “Revoltella”) appunto all’Istituto Tecnico Volta; e ciò volendo illustrare un periodo particolarmente interessante della storia di Trieste, quello che va dalla fase del massimo sviluppo commerciale-emporiale al successivo momento della predominanza dell’attività industriale e delle scienze applicate.”

In questo contesto centrale rimane il ruolo del Barone Revoltella, “uomo moderno e illuminato e “personaggio” emblematico di quella specifica fase storica, oltre alle molteplici attività imprenditoriali e al noto coinvolgimento nell’impresa del Canale di Suez, fu anche – quale sostenitore fiducioso della cultura e dell’istruzione quali irrinunciabili fattori di sviluppo – il principale promotore e istitutore, nel 1850, assieme a Francesco Gossleth, di quella “Scuola triestina di disegno” per i giovani che intendevano avviarsi alle industrie, dalla quale derivarono prima la “Staatsgewerbeschule” o Scuola Industriale Statale di Trieste (voluta nel 1887 dal governo viennese, in un’ottica di miglioramento dell’istruzione professionale e di elevazione ordinata e progressiva della classe operaia) e poi l’Istituto “Volta” (da notare che a Milano, maggior centro industriale italiano di quegli anni, solo ventun anni dopo, nel 1908, fu creata una scuola simile a quella triestina!).”

La mostra esibisce infatti diversi reperti estratti dagli archivi del “Volta“, “chicche” della Trieste asburgica, dall’ottocento all’età edoardiana: studi di decorazione pittorica e muraria, fregi, progetti, disegni tecnici, grafiche in stile liberty, elementi d’arredo e intagli realizzati dai più importanti artisti, architetti e pittori della Trieste d’inizio secolo scorso, assieme a antichi strumenti di laboratorio. Nel caso dell’art nouveau, si tratta delle copertine delle prime riviste d’arte e letterarie austriache e tedesche, elaborate proprio a Trieste per la prima volta, prima di conquistare fama nella capitale fin de siècle, a Vienna.

La scelta degli oggetti è stata dagli allievi del “Volta” e dell’Istituto “Galvani”, coadiuvati dai loro docenti. Al termine della visita, si può assistere alla proiezione di un filmato con gli storici dipinti reperiti sulle pareti della soffitta dell’ex sede del “Volta” in via Battisti.

La mostra è visitabile – con ingresso libero – fino a venerdì 23, dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, e poi ancora sabato 24 e domenica 25, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20.

Verso la fine dell’inaugurazione è intervenuto l’Assessore comunale alla Cultura e Giovani, nella sua qualità di ex allievo del “Volta”, auspicando che molti di questi reperti possano presto trovare una loro più importante “messa in mostra” e prestigiosa collocazione in quel “Museo della Città” che dovrà venir realizzato in Porto Vecchio.

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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