14/03/2018 09:20 Questo venerdì 16 marzo alle 18.30, la Casa dell’Arte di Trieste con le sue 8 associazioni aderenti disseminate per tutta la città, inaugura IMMAGINARIO OLTRE LA CRISI #3 nuove geografie, un evento espositivo e di dibattito che tratta i temi dell’oggi in uno degli spazi pubblici più significativi di Trieste, la prestigiosa Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi.
La mostra, organizzata con il supporto del Comune di Trieste, si inserisce nell’ambito del festival multidisciplinare “Varcare la frontiera #5 Atlantidi, identità sommerse”, organizzato dall’associazione Cizerouno e sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
In mostra sono presenti 7 ricerche visive di 10 artisti internazionali, fra Argentina, Italia, Kosovo, Libano, Regno Unito e Serbia. Si parte con il lavoro di Breda Beban “Airport Chapels” che indaga in fotografia le aree di preghiera degli aeroporti internazionali scevri da ogni riferimento religioso ma ricchi di intimità e spiritualità propri di un luogo di culto; si prosegue con le immagini di “Sulla stessa barca” di Fabiola Faidiga, Massimo Goina e Annalisa Spoljaric, in cui i ritratti degli abitanti di Duino-Aurisina e i richiedenti asilo provenienti da Gambia, Pakistan e Afghanistan si mescolano in un progetto di accoglienza diffusa da cui emerge il preciso desiderio di una dignità del quotidiano.

L’artista Alban Muja propone una doppia intervista a un ragazzo e una ragazza kosovari che si chiamano rispettivamente Tibet e Palestina, due persone comuni che nascondono nel proprio nome il desiderio di indipendenza e libertà dei propri genitori e di un intero paese; e di respiro globale è anche il video “Fakes” di Guillermo Giampietro che in un caleidoscopio di immagini di guerre e migrazioni, emergono tutti gli errori della storia che neanche il tempo può guarire.
 
 
Si continua con un dittico video e una serie di mappe per raccontare la poetica ricerca di Laure Keyrouz e Angelo Ricciardi dal titolo “Carissima Laure, carissimo Angelo”, in cui la poetessa libanese e il videoartista napoletano, dopo una lunga corrispondenza, intraprendono un’azione impossibile: tentare di svuotare il mare per ridurre la loro distanza, in linea d’aria infatti solo 2000km separano Napoli da Beirut…; e sempre di mare, visto come fonte di vita e di morte, ci parla “Marnero”, la video installazione di Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz in cui su tre enormi tele raffiguranti la superficie marina emergono tutte le urgenze socio-ambientali dei nostri giorni, dall’inquinamento fino alle migrazioni.
La mostra si chiude infine con l’opera video “Present” di Isabella Pers che si svolge sulla Dolina dei Cinquecento a Redipuglia e rappresenta un momento di condivisione di storie e di memorie tra testimoni di esodi e di guerre di diversi tempi e luoghi.
Giulia Livia