22.1.2018 | 6.23 – Nato e cresciuto in montagna, tra le Alpi Giulie, Giacomo Marcocig è destinato a girare il mondo con il suo euphonium, uno strumento a fiato della famiglia degli ottoni. Figlio di due insegnanti lungimiranti, è motivo di grande orgoglio per suo nonno Tomaso. Ventidue anni, una laurea a pieni voti con lode e menzione speciale (come non accadeva da due decenni nella scuola low brass del conservatorio Tomadini di Udine), ha già vinto diversi premi musicali, ha suonato per la RAI e ai Musei Vaticani. Ora vive a Manchester, in Inghilterra, dove segue un master di perfezionamento sotto la guida dei maestri Steven Mead e David Thornton. Contemporaneamente lavora in una band come “principal euphonim”. Ma le novità per il 2018 sono moltissime. Per scoprirle, lo abbiamo intervistato durante uno dei suoi rientri in Italia (le foto scattate sul Monte Lussari sono del fotografo Domenico Ferrara).
Giacomo, quando è iniziata la tua passione?
Avevo appena 5 anni e ho iniziato la mia attività musicale nella scuola di musica del mio paese, sotto gli insegnamenti della maestra Ave Stella che mi ha trasmesso l’amore per la musica. Un ringraziamento speciale va al mio fratellone Thomas al quale rubai l’euphonium praticamente dalle mani, in quello che fu il vero inizio dell’amore per questo meraviglioso strumento. Vivido è il ricordo del maestro Joseph Ritt, il primo che mi insegnò i fondamenti dell’euphonium, e del maestro Heinz Simtschitsch, per avermi iniziato a soli 10 anni alla “Bibbia degli ottoni”, ovvero il metodo “Arban”. Ringrazio inoltre il gruppo bandistico della Valcanale che mi prese a soli 7 anni a suonare con loro.
Quante ore al giorno trascorri con l’euphonium?
Attualmente a Manchester studio dalle 6 alle 10 ore al giorno. Oggettivamente potrebbe servire molto meno tempo ma la passione non mi permette di fermarmi mai! Il mio record personale: più di 65 ore di studio in una sola settimana. Di norma trascorro le giornate in College, entro alle 7 di mattina ed esco sfinito a tarda sera.
Ci racconti della tua esperienza alla RAI?
È stata un’emozione e una fortuna unica. Ringrazio il Conservatorio Jacopo Tomadini di Udine e il mio maestro Domenico Lazzaroni per avermi permesso di partecipare a questa incredibile sfida tra conservatori. Ho conosciuto tantissime persone interessanti provenienti da un ambiente nuovo per me, quello televisivo, e devo confessare che mi sono sentito proprio una “star”. Per quanto riguarda l’aspetto musicale tutto è stato magico, mi sono veramente sentito tutt’uno con la musica.
Ora ti trovi in Inghilterra, a Manchester per un master di perfezionamento al Royal Northern College, ma lavori anche nella Longridge Brass Band. Riesci a coniugare facilmente l’impegno al college e nella band?
Esattamente così, ho trovato un piccolo impiego nella famosa Longridge Band, una delle Brass Band più antiche della storia delle Brass del Regno Unito. Più che riuscire a conciliare lavoro e scuola io vedo questa situazione come la realizzazione del mio sogno. Le due attività sono assolutamente complementari, l’una più focalizzata sul perfezionamento dell’esecuzione, l’altra sull’adattamento dell’esecuzione a una situazione di assieme. Il fatto che le prove della Brass Band siano di sera, mi permette di non avere sovrapposizioni di impegni e di poter così dare il 100% in entrambe le attività.
Presto ti vedremo online sul canale di Made in Orchestra, numero uno in Italia per i video corsi. Cosa insegnerai?
Tratterò l’Euphonium partendo dalla storia e dall’evoluzione dello strumento fino ad oggi, per poi passare alla parte tecnico-esecutiva, riguardante respirazione, impostazione, tecnica di base, tecnica avanzata, repertorio e studi di perfezionamento mirati.
Quali sono i progetti per quest’anno?
Di progetti per il 2018 ce ne sono moltissimi. Intraprenderò una vasta stagione concertistica da solista con la mia Brass Band in giro per l’Inghilterra, alcuni concerti per l’Italia con differenti orchestre a fiati e diversi recital in duo con il pianoforte.
Oltre ai concerti mi dedicherò anche ai concorsi da solista più importanti del circuito mondiale, partendo dall’Italia e passando per la Svizzera, l’Olanda, la Finlandia, la Lituania e la Corea del Sud.
Inoltre anche quest’anno sono artista del CIDIM, il Comitato Italiano Nazionale Musica che promuove talenti in tutta Italia ad esibirmi da solista con orchestra. Grazie al comitato, tra 2016 e 2017 ho suonato in posti importanti come i musei Vaticani e il Teatro di Perugia. Ultimo piccolo progetto del 2018 è quello della sovraincisione di musica di insieme di tutti i generi con Francesco Nigris, trombonista e mio carissimo amico, con lo scopo di promuovere la cultura e il repertorio di questo strumento in tutti i social di internet.
Qual è la soddisfazione professionale più grande che hai avuto fino ad ora?
In tutta onestà non riesco a fare un solo esempio… Quello che posso fare è una classifica provvisoria dei momenti più appaganti del mio percorso. La vittoria del prestigioso Premio Claudio Abbado, l’aver conosciuto un insegnante e un grandissimo amico come Luciano De Luca, la vittoria all’audizione interna della RNCM come Principal Euphonium al Brass Band Festival, la laurea in Conservatorio di Udine col 110 Lode e Menzione, la fantastica opportunità a Manchester con Steven Mead, l’affetto dei miei amici più cari che mi sostengono in ogni momento, anche quando magari sono un po’ giù di morale. Queste sono le più grandi soddisfazioni che alimentano la mia passione.
Emily Menguzzato



