Tram di Opicina ancora fermo, Dipiazza chiede la testa di due dirigenti. Menis (M5s): «Giunta incapace. Bucci deve dimettersi»

30.9.2017 | 19.09 – Nuovo capitolo poco edificante nella lunga e sfortunata storia del tram di Opicina che continua a essere fermo ai box. Ieri sera, durante un incontro pubblico a Opicina, il sindaco Dipiazza ha annunciato di aver chiesto a Trieste Trasporti il licenziamento del direttore d’esercizio Roberto Gerin e del direttore d’esercizio della trenovia Andrea Cervia. Qui potete vedere l’intervento del primo cittadino.

Secondo il sindaco i due dirigenti della Trieste Trasporti  avrebbero presentato autonomamente – il condizionale è quanto mai d’obbligo in questi casi – una lista di interventi necessari per rimettere in funzione il tram dal costo superiore ai 4 milioni di euro. I lavori previsti invece dalla giunta Dipiazza non dovevano superare, sempre secondo il sindaco, i 600 mila euro. «Vedremo chi ha ragione» ha detto ieri sera il primo cittadino. Una cosa, intanto, è certa: la riattivazione della linea tanto amata dai triestini e dai turisti è rimandata a data da destinarsi.

Sul caso si registrano poi le prime reazioni politiche. «Se un assessore comunale con delega alle società partecipate non sa come sta operando l’azienda di trasporto pubblico locale significa che è un’amministratore incapace. Per questo motivo chiediamo nuovamente le dimissioni dell’assessore Maurizio Bucci». Questo il commento di Paolo Menis, capogruppo del Movimento 5 stelle (nella foto qui sotto). «Lunedì scorso in consiglio comunale – ricorda il pentastellato – abbiamo presentato all’assessore Bucci una domanda di attualità sul mancato ripristino del servizio del tram di Opicina. In particolare abbiamo chiesto perché, per mesi, il sindaco e lo stesso Bucci abbiano imputato il ritardo all’inadempienza dell’Ustif quando invece Trieste Trasporti ha inoltrato la richiesta di nulla osta alla riattivazione della linea alla Regione solamente l’11 settembre scorso».

«Oggi abbiamo saputo che l’inchiesta amministrativa prevista dalla legge in caso di incidenti con feriti – spiega Menis – si è conclusa appena il 5 settembre; Trieste Trasporti ha inoltrato alla Regione la richiesta di ripristino l’11 settembre e qualche giorno dopo l’ufficio regionale del trasporto pubblico ha inoltrato la medesima missiva all’Ustif, come prevede la legge. Bucci il 25 settembre non sapeva nulla di tutto questo? Un’ignoranza imperdonabile – prosegue il rappresentante del M5S locale -. Ora Dipiazza cerca di scaricare le responsabilità sui tecnici di Trieste Trasporti ma va ricordato che la responsabilità politica è sua, del suo assessore e di coloro che lo stesso Dipiazza ha nominato nel consiglio di amministrazione di TT, in primis il presidente camberiano Piergiorgio Luccarini e il vice presidente Scoccimarro di Fratelli d’Italia».

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