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mercoledì, 17 Agosto 2022

Al No Borders Music Festival, dopo gli Editors e Joss Stone, questa sera è in arrivo Parov Stelar

30.7.2017 | 18.11 – Ripensando oggi alle prime edizioni del No Borders Music, e riattraversandone le tappe, possiamo dire con certezza che il Festival, in ventidue anni di emozioni e di grande qualità musicale, abbia davvero superato i confini, reali e metaforici. E non solo con la sua spettacolarità ma veicolando con forza un messaggio culturale nell’arco dei due decenni: la musica è uno strumento capace di unire i popoli, creando una traccia comune, trasversale nei gusti e negli stili, dal funky al jazz, dal soul al rock. La carica degli Editors e la dolcezza di Joss Stone (le foto sono di  Carlo Spaliviero) hanno dato inizio a questa prima settimana del No Borders Music Festival 2017, una rassegna musicale che dal 1995 ha portato a Tarvisio (Ud) artisti internazionali come Manu Chao, i Gotan Project, Moby, Ben Harper, i Sigur Ros, e i nostri Franco Battiato, Paolo Conte, Remo Anzovino, Gianna Nannini.

Triesteallnews ha incontrato nel pomeriggio Claudio Tognoni, presidente del Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, una mente lungimirante e uno dei promotori del No Borders. «Mi trovavo in aereo negli anni ‘90, per un viaggio di lavoro, quando ho pensato che il nome del Festival non potesse essere un altro – racconta – In serate come quella che ci attende, infatti, l’80% del pubblico proviene dall’estero e questa, la condivisione con i popoli vicini, è una delle nostre caratteristiche. Molte edizioni passate sono state realizzate anche in Austria e in Slovenia. E, nonostante le difficoltà, credo che questo possa ricapitare in futuro».

L’ambientazione del No Borders Music Festival non è mai scontata. I laghi di Fusine, l’altopiano del Montasio, il rifugio Gilberti. «Spostare la gente dai grandi centri urbani non è sempre facile – continua Tognoni- Unici anni fa abbiamo cominciato a organizzare i concerti nelle location naturalistiche: Einaudi ai laghi, Bollani al Gilberti. Vorremmo orientare il festival sempre di più in questo senso, portando le persone ai concerti a piedi e in bicicletta. Ad esempio, lo scorso anno, per Niccolò Fabi, 1700 persone sono salite a piedi sul Monte Canin».

Insomma, le idee e la passione non mancano per continuare a dare energia a un evento che da quest’anno prevede anche dei workshop tenuti dal concertista Alberto Busettini, con la prospettiva di coinvolgere sempre di più gli artisti in momenti di interazione con il pubblico. «Ci piace pensare che il festival possa rappresentare, anno dopo anno, la colonna sonora della nostra località turistica; un po’ come quando vai in vacanza e metti la musica che ti piace». Il festival proseguirà, tra gli incantevoli colori dei laghi di Fusine, con Roy Paci e John Lui il 5 agosto, Carmen Consoli il 6 agosto (entrambi free entry); sarà poi la volta dell’attesissima visita in alta quota di Vinicio Capossela il 13 agosto e si concluderà il 26 agosto con Doro Gjat e Playa Desnuda in Val Bartolo, nella nuova cornice verde che ospita per la prima volta una tappa del No Borders.

Questa sera invece è atteso con entusiasmo il terzo concerto della settimana: Parov Stelar, dj e musicista austrico, pioniere dell’electro swing e autore di “All Night”, canzone diventata famosa grazie al ballerino Sven Otten, che si scatena in una nota pubblicità di telefonia mobile. «In vista del concerto di oggi, in Piazza Unità abbiamo già fatto togliere le poltroncine», rassicura Tognoni. E allora, appuntamento con le danze alle ore 21!

Emily Menguzzato

Per info sul festival clicca qui

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Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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