27.3.2017 | 11.18 – “Il festival “TSDanza 3.0”, organizzato dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. prosegue nel segno dell’eccellenza italiana. Martedì 28 marzo alle 20.30 al Politeama Rossetti è protagonista la MM Contemporary Dance Company fondata da Michele Merola nel 1999. L’ensemble eseguirà Bolero di Ravel nella coreografia dello stesso Merola e La sagra della primavera di Stravinskij nella coreografia di Enrico Morelli”.
Una compagnia di danza contemporanea che – fondata da Michele Merola nel 1999 – è oggi a tutti gli effetti una realtà di eccellenza della danza italiana, con una consolidata attività di spettacoli in Emilia Romagna, dove ha sede, e su tutto il territorio nazionale. Gli 11 danzatori della MM Contemporary Dance Company debutteranno nel cartellone Danza dello stabile regionale con un programma appassionato e coinvolgente, composto di due parti e curato rispettivamente da due diversi coreografi, lo stesso Michele Merola ed Enrico Morelli, che rappresentano due nomi di pregio in quest’ambito.
Lo spettacolo si aprirà con Le Sacre du Printemps di Igor Stravinskij, un balletto che non dimostra affatto i suoi oltre cent’anni d’età e che conserva la forza e la visionarietà che suscitarono – all’esordio di Parigi quando fu messa in scena a Parigi da Vaslav Nijinsky per i Balletti Russi di Diaghilev – un enorme scandalo.
Le Sacre du Printemps è ispirato ad una antica leggenda slava secondo cui ad ogni primavera una vergine doveva essere ritualmente sacrificata, affinché la terra potesse rifiorire. Enrico Morelli legge in questo tentativo di affrontare antiche paure ed eterne inquietudini un’eco dell’affannoso dinamismo del nostro tempo anch’esso connotato dalla necessità di esorcizzare il male di vivere. Troppo spesso, secondo il coreografo, ne fa le spese un capro espiatorio innocente e inconsapevole: per far ricadere responsabilità e timori sul colpevole di turno, si avallano scelte demagogiche o si compilano liste di proscrizione… Ispirata a tali riflessioni, la scelta registica di Morelli vuole una nuda scena, dove emergono dal buio e incombono dal soffitto lugubri ganci da mattatoio. Un monito severo a guardare ai troppi uomini mandati al macello, sacrificati a ideologie di morte e terrore, considerati numeri senza identità, derubati della propria dignità. I danzatori interpretano con grande concentrazione questa tensione, in un ballo di potente intensità.
Di assoluto coinvolgimento anche la seconda coreografia – di Michele Merola – che chiude in crescendo la serata. Si tratta del Bolero di Ravel, a cui il compositore Stefano Corrias ha integrato tre inediti momenti che si inseriscono armoniosamente nella musica originale ossessiva, sensuale ed ambigua. Merola ha focalizzato la sua interpretazione sui rapporti di coppia, così, nelle diverse sfumature assunte dalla danza, la coreografia proietta paure, desideri rimossi, scosse esistenziali che rivelano interi universi, legami segreti tra le persone… E l’ironia lascia il posto al timore, l’amore al disinganno, il distacco alla condivisione, e via via, fra crescendo e diminuendo, come la musica suggerisce. In questo modo Bolero diventa metafora dell’esistenza, stretta nei doppi binari che ciascuno sperimenta nel corso della propria vita, fra contrasto e dialogo, seduzione e disinganno, sorpresa e sconcerto. – See more at: http://www.ilrossetti.it/scheda_cabaret.asp?RecordID=5503&path=3#sthash.6Kd3FEof.dpuf


