La Regione “boccia” la richiesta del Comune. Negata la revisione dell’AIA rilasciata alla Ferriera

4.3.17 | 11.08 – La Regione respinge al mittente la richiesta di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rilasciata a Siderurgica Triestina per la Ferriera e presentata dal Comune di Trieste, in quanto: “l’istanza di riesame non contiene alcun elemento di novità”.

“Infatti – viene scritto nella nota – in base al decreto legislativo 152/2006, che detta norme in materia ambientale, una richiesta di riesame avrebbe potuto essere presa in considerazione esclusivamente in presenza di una serie di ipotesi tassative, puntualmente elencate, che in questo caso non sussistono”.

“Per quanto riguarda gli altri aspetti evidenziati a supporto della richiesta di riesame, la direzione Ambiente della Regione puntualizza la carenza istruttoria nel rilascio dell’AIA in quanto non sarebbe stato acquisito il parere di cui agli articoli 216 e 217 del regio decreto 1265/1934.

“In realtà – chiarisce la Regione – la convocazione della Conferenza di Servizi evidenziava esplicitamente che il sindaco era chiamato a esprimere il parere sanitario, previsto dal regio decreto. Come emerge dai verbali della Conferenza di Servizi, il Comune ha fattivamente partecipato alla redazione della relazione istruttoria e all’individuazione delle prescrizioni autorizzative necessarie anche alla tutela della salute pubblica.
Inoltre il sindaco ha richiesto che sia data applicazione a una norma (l’articolo 29-septies del decreto legislativo 152/2004) che però può essere applicata solo nell’ambito della Conferenza di Servizi. In ogni caso la norma invocata prevede la possibilità di prescrivere misure più rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecniche disponibili: e ciò è puntualmente avvenuto, come, ad esempio, con l’imposizione di limiti per le deposizioni di polveri, non previsti dalla normativa sulla qualità dell’aria”.

“Infine -prosegue il comunicato – il sindaco ha affermato che non è stata applicata la decisione 2012/249/UE che, di fatto, disciplina la determinazione dei periodi di avvio e di arresto di impianti di combustione con potenza termica nominale totale pari o superiore a 50 MW e, pertanto, non è applicabile all’impianto siderurgico di Servola”.

I motivi della richiesta di revisione vengono quindi giudicati dagli uffici tecnici regionali come “infondati o non pertinenti”, determinando il respingimento della richiesta di revisione.

La nota della Regione chiarisce poi come la pratica relativa al riesame dell’AIA sia stata trattata direttamente dal direttore centrale Ambiente ed Energia della Regione, la riattribuzione è avvenuta dopo una segnalazione in cui è ipotizzata la sussistenza di un potenziale conflitto di interessi nella trattazione della pratica da parte del direttore del Servizio tutela da inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico, Luciano Agapito.

Il possibile conflitto di interessi era stato denunciato dal Movimento 5 Stelle regionale, ma anche in precedenza dal senatore triestino Battista, nello specifico veniva evidenziato come l’ingegnere Daniele Agapito – figlio del dirigente regionale – nell’aprile 2015 avesse ricevuto da Siderurgica Triestina un importante incarico di progettazione e direzione lavori, seguito poi da ulteriori incarichi nel 2016 presso il medesimo stabilimento.

“L’avocazione è avvenuta – viene spiegato dagli uffici regionali – nelle more dell’acquisizione dei chiarimenti richiesti e della loro valutazione, in considerazione della rilevanza, anche sociale, della questione relativa allo stabilimento autorizzato, e per evidenti ragioni di opportunità e di tutela del pubblico interesse”.

Desta notevole perplessità che nonostante gli evidenti problemi dell’impianto, che si traducono in fumate anomale, emissioni di polveri e odori maleodoranti, qualsiasi richiesta di riesame dell’AIA venga cassata senza appello.

Ancora una volta si palesa la necessità di una coraggiosa risposta di tipo politico che possa venire incontro alle necessità di salute dei cittadini.

 

 

 

 

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