8.2.2017 | 8.41 – Nei ricreatori di Trieste “l’accesso al wifi sarà protetto e le password saranno gestite solo dagli educatori che avranno in dotazione dei tablet. Sarà escluso quindi il collegamento ai dispositivi personali”. La conferma è arrivata lunedì sera dall’assessore all’Educazione, scuola, università e ricerca del Comune Angela Brandi (qui a sinistra) in risposta a una domanda di attualità posta su questo argomento dalla consigliera del Movimento 5 stelle Elena Danielis (nell’immagine in basso). Una risposta che ha dissipato per il momento le legittime preoccupazioni di genitori e rappresentanti dei comitati scolastici, messi in allarme dall’ipotesi che nei ricreatori l’accesso a Internet fosse aperto a tutti. Ricreatori, è bene ricordarlo, che sono frequentati da ragazzi dai 6 ai 18 anni di età. Fondamentale in particolare per i genitori che le password non siano mai alla portata dei giovani frequentatori di queste strutture.
“Siamo soddisfatti della risposta dell’assessore Brandi – commenta la pentastellata Elena Danielis -. Ad ogni modo vigileremo perché queste disposizioni siano rispettate in tutti i ricreatori. Siamo fiduciosi nella collaborazione di tutti gli educatori. Nei ricreatori il wifi deve essere funzionale ai percorsi didattici e formativi – spiega Danielis -. Aperto a tutti sarebbe invece devastante per la socialità dei più giovani, un freno alla frequentazione delle attività ludico-ricreative proposte in questi contesti”.
Come ha ricordato in Aula la consigliera comunale del M5S secondo il rapporto annuale della Società Italiana di Pediatria “la quasi totalità degli adolescenti ha già internet sempre a portata di mano, in qualunque momento della giornata”. Di conseguenza crescono i comportamenti a rischio. Secondo questo rapporto “il 15% degli intervistati ha dichiarato di aver postato un proprio “selfie” provocante, percentuale certamente sottostimata se si considera che il 48% dello stesso campione afferma contemporaneamente di avere amici e compagni che postano selfie provocanti. Tra gli altri comportamenti a rischio rivolti a sconosciuti il 19% ha dato il proprio numero di telefono, il 16,8% ha inviato una foto, il 24,7% ha rivelato la scuola che frequenta, l’11,6% si è incontrata con lui, il 5,2% ha accettato proposte di sesso online”.


