Teatro, “Spettacolo al buio”: esperienze sensoriali ed emozioni

8.12.16 | 12.10 – Vivranno sicuramente un’esperienza particolare gli spettatori della rappresentazione “al buio”, creata dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con l’Istituto Regionale Rittmeyer per i Ciechi e che andrà in scena sabato.

Nel corso della suggestiva presentazione alla stampa – avvenuta in una stanza buia – è stato sottolineato come per lo Stabile regionale, il creare un Evento al buio abbia rappresentato da un lato l’occasione di guardare con più profonda sensibilità alla condizione dei disabili visivi, dall’altro sia stato, in particolare per gli attori – figure che per loro stessa natura amano sperimentare – un modo stimolante per mettersi in gioco in un contesto inusuale, dove vengono a mancare i riferimenti spaziali e visivi che sono parte integrante della recitazione.

Nello Spettacolo al buio, in quella assenza di spazio, quella bolla sospesa, apparentemente senza dimensione che è la totale oscurità, il palco è virtuale e scompare anche la fisicità dell’attore; lo strumento principale diventa la voce, che vive e deve esprimere tutto e che può trovare nuove modulazioni, nuove enfasi, comunicare attraverso pause, rumori, silenzi, diverse sfumature e possibilità altrimenti poco considerate.
Lo scambio, il confronto, saranno dunque arricchenti e preziosi non solo per la platea, ma anche per chi si troverà sul palcoscenico- hanno sottolineato sia il direttore dello Stabile, Franco Però che i due attori, Lara Komar e Andrea Germani, protagonisti della rappresentazione.Lara Komar souper

La platea, sarà aperta a tutti assistiti dell’Istituto Rittmeyer, ma anche – e questo è il significativo invito rivolto durante la conferenza stampa – agli spettatori che desidereranno sperimentare in quest’occasione questa particolarissima esperienza sensoriale.

Accanto a Lara Komar e Andrea Germani, che interpreteranno brani di Claudio Magris, Paolo Rumiz, Giani Stuparic ed alcune poesie di Antonio Quarantotti Gambini, ci sarà la presenza di Cecilia Barucca violoncellista del Quartetto Iris che da solista eseguirà alcune emozionanti pagine di Johann Sebastian Bach.

(Andrea Germani)
(Andrea Germani)

Dopo un percorso di “ambientamento” visivo, lo spettatore verrà accompagnato da un “angelo” nella sala buia dove si terrà la rappresentazione, che avverrà in un contesto di totale oscurità.
Uno spettacolo che promette di offrire sensazioni “pure”, non condizionate o mediate da stimoli esterni, emozioni che scaturiranno dal “turbine” di idee che la mente, non distratta, genererà in quantità inaspettata.

Lo Spettacolo al buio va in scena sabato 10 dicembre alle ore 17.00 all’Istituto Rittmeyer (viale Miramare 119) ed è offerto gratuitamente agli interessati: l’ingresso dunque è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia al tel 040-3593511.

Un’occasione quindi anche per conoscere una realtà come quella dell’Istituto Rittmeyer, nato grazie al munifico lascito della baronessa Cecilia Rittmeyer e che opera da più di cent’anni a favore delle persone con disabilità visiva.
Un’istituzione presente in città da moltissimi anni anche se non molto conosciuta da molti Triestini, a causa forse della sua posizione defilata; da alcuni anni comunque il Rittmeyer ha attivato percorsi di sensibilizzazione della cittadinanza triestina e regionale alla condizione dei disabili visivi: da questo sono nati gli Open Day, le visite guidate all’istituto ed ai propri laboratori, nonché al parco denominato “Giardino dei sensi”.
Al Giardino vengono effettuate anche visite guidate bendate, proprio per far provare ai visitatori l’esperienza sensoriale.
Un altro filone in questi percorsi di sensibilizzazione sono gli eventi al buio: alle cene attivate nel 2009, si sono aggiunte le merende e gli aperitivi dal 2013 e dall’anno scorso anche i concerti al buio.
Tutte esperienze che contribuiscono a far conoscere le attività dell’Istituto aprendolo alla cittadinanza, ma che devono essere implementate facendole uscire da una sorta di straordinarietà.

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