13.12.16| 10.43- Si deve alla sensibilità e all’intuizione coraggiosa di Luca Zingaretti, se “The Pride” di Alexi Kaye Campbell è – dal 2015 – sui palcoscenici italiani: una sfida, quella assunta dall’artista, che da regista e interprete ha scelto di proporre uno spettacolo interessante, portatore di argomenti attualissimi e delicati.
Lo spettacolo arriva al Politeama Rossetti – fra i titoli più attesi della Stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – mercoledì 14 dicembre alle 20.30 e vi replica fino a domenica 18.
Luca Zingaretti ne è il regista e il protagonista con Valeria Milillo e Maurizio Lombardi: completa l’eccellente cast Alex Cendron. I loro personaggi sono Philip, Silvia e Oliver: i protagonisti di The Pride però non sono tre, come
potrebbe sembrare, ma sei, e ad essi si aggiunge un ulteriore personaggio. Perché The Pride intreccia continuamente due storie, ognuna delle quali è vissuta da figure che portano lo stesso nome e che da punti di vista diversi affrontano i medesimi temi: identità, solitudine, amore, omosessualità. Due storie, quindi, che si rinforzano l’un l’altra: autonome nel plot, ma strettamente legate per le problematiche trattate.
The Pride è un’opera di Alexi Kaye Campbell, autore greco-inglese che con questo testo ha esordito a Londra nel 2008, meritando subito i più prestigiosi premi per la drammaturgia e ovazioni da pubblico e critica. Due stagioni più tardi The Pride è a Broadway, poi viene prodotto in Australia, in Corea, ed in una nuova edizione, nel 2013 ritorna nel West End per avviare da lì una tournée nazionale.
Luca Zingaretti lo porta in scena con successo da due stagioni sui palcoscenici nazionali obbligando gli spettatori a porsi interrogativi scomodi, ma urgenti per ciascuno: chi siamo, se siamo davvero diventati ciò che avremmo desiderato, come sono i rapporti interpersonali che abbiamo costruito, quali voragini di solitudine ci attanagliano.
Oltre al tema, è l’elevato livello artistico a calamitare il pubblico su The Pride: lo si evince dalla qualità del testo, dall’incisività della regia, dalla costruzione scenografica centrata, dal virtuosismo degli attori tutti impeccabili, nel difficile compito di “entrare e uscire” continuamente da personaggi diversi di cui tratteggiano caratteri e psicologie con coerenza e ricchezza di sfumature.
The Pride intreccia una vicenda che si svolge nel 1958 ed una che ha luogo nel 2015: gli avvenimenti si susseguono, passando dall’uno all’altro tempo, dall’una all’altra ambientazione.
Nel 1958, in un interno da middle class londinese, Sylvia – ex attrice reduce da un esaurimento nervoso – si appresta ad una serata speciale. Presenterà a Philip, suo marito, lo scrittore per l’infanzia Oliver, del cui libro lei sta curando le illustrazioni: l’incontro fra i due uomini però, avrà sviluppi perturbanti.
Londra 2015. Una serata da incubo. Oliver, un giornalista gay, ha appena rotto con Philip, un fotoreporter con il quale ha avuto una storia di due anni. Sylvia, amica di entrambi, vuole capire perché Oliver sta sabotando una relazione tanto significativa.
Alexi Kaye Campbell nasce nel 1966 ad Atene ed in Grecia – patria del padre (la madre è, invece, inglese) – rimane fino all’adolescenza. Gli studi lo conducono a Boston dove si laurea in Letteratura Inglese e Americana. Esordisce come autore proprio con “The Pride” nel 2008: con lungimiranza, subito lo mette in scena il Royal Court con successo di critica e di pubblico e premi all’autore importanti come Critic’s Circle Award e l’Olivier Award. L’anno successivo Campbell ha già pronto un secondo lavoro, Apologia: un nuovo felice debutto londinese. Oggi è prossimo a presentare a Londra un lavoro teatrale inedito, mentre è stata presentata alla Berlinale la sua prima sceneggiatura Woman in Gold diretta da Simon Curtis, con protagonista Helen Mirren.
The Pride debutta mercoledì 14 e replica fino a sabato 17 dicembre alle ore 20.30; domenica 18 dicembre si tiene la pomeridiana alle ore 16 alla Sala Assicurazioni Generali.


