Giardini inquinati, M5S: “A Servola diossine e furani in quantità doppia rispetto ai limiti di legge”

18.11.16| 10.23- Nelle prime analisi eseguite sui terreni a inizio anno, che hanno portato alla chiusura, a Trieste, di 7 giardini pubblici per il superamento dei limiti degli idrocarburi, non erano stati analizzati diossine, furani e pcb, nonostante le ripetute richieste in tal senso formulate sia dal Movimento 5 Stelle che dai cittadini. Diossine e furani sono una famiglia di composti chimici, prodotti dalle combustioni, che anche a bassissime dosi possono essere cancerogeni e interagire con le attività ormonali dell’organismo umano.

Giardini inquinati 17.11.2016Tra agosto e settembre Arpa ha eseguito le analisi delle diossine sui campioni di terreno dei giardini di Trieste; dopo diversi solleciti sono stati forniti gli esiti di queste analisi, ma solo come sommatoria totale. In seguito ad un’ulteriore richiesta, il M5S ha ottenuto i risultati delle singole componenti, nonché una revisione in base alla normativa vigente delle sommatorie precedentemente fornite, che evidenzia da subito il pesante superamento dei limiti di legge nella zona di Servola.

I dati della sommatoria evidenziano in Pineta Miniussi un valore doppio (19,0 ng/Kg TEQ) rispetto al limite di legge (10 ng/Kg TEQ) e valori uguali o vicinissimi al limite nelle due scuole esaminate (10,0 e 9,8), molto vicine alla zona industriale. Allontanandosi dalla zona industriale, nelle poche stazioni esaminate i valori si abbassano scendendo sotto i limiti di legge, ma restano comunque decisamente elevati.

In tutte le stazioni analizzate sono stati trovati composti tossici, caratterizzati da una forte presenza di cloro, che esclude come fonti di emissione riscaldamento e traffico. Considerato che questo tipo di sostanze può essere prodotto solo da particolari tipologie di combustione industriale, come ad esempio impianti siderurgici e inceneritori, il M5S ha richiesto che vengano eseguite con urgenza ulteriori analisi, comprendendo anche campionamenti a Muggia (in direzione dei venti prevalenti) e nei borghi più popolosi della città.

Stando al M5S e considerando i dati raccolti, si dovrebbe parlare non di “inquinamento diffuso”, com’è stato definito, ma direttamente di “diffuso inquinamento industriale“, considerate le fonti.

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