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martedì, 25 Gennaio 2022

Inneggiavano all’Isis sul web: espulsi 5 macedoni risiedenti a Ronchi dei Legionari

3.10.16 | 14.35 – Incitavano alla Guerra Santa ed al martirio, plaudevano alle azioni del Califfato, festeggiavano gli attentati dell’Isis, consideravano con disprezzo l’imam della comunità islamica locale ritenuto “moderato” e aperto agli influssi occidentali e avevano contatti con alcuni Imam radicali nei Balcani, uno dei quali arrestato nel 2014 in Bosnia.

E’ per questo che cinque macedoni– lo rende noto l’ANSA – residenti da molti anni a Ronchi dei Legionari (Gorizia), sono stati espulsi per motivi di sicurezza nazionale, con un decreto del ministro dell’Interno Angelino Alfano. L’espulsione, decisa lo scorso 26 settembre, è scattata dopo il rifiuto da parte del Gip di Trieste di accogliere le richiesta di misure cautelari fatta dalla Procura Distrettuale del capoluogo giuliano per due dei cinque espulsi. Il reato ipotizzato dai pm triestini è quello di “atti di apologia in relazione a delitti di terrorismo commessi attraverso strumenti informatici”.

Il gip, però, aveva ritenuto che gli indizi raccolti dagli investigatori della Digos della Questura di Trieste, in collaborazione con quelli di Gorizia, non erano sufficienti per adottare misure di cautelari.

E’ scattata così la decisione del Ministero dell’Interno ed è amaro il commento del Procuratore Capo di Trieste, Carlo Mastelloni: “Speriamo – ha detto interpellato dall’ANSA – di non ritrovarceli qui, sotto mentite spoglie, tra qualche mese”.

Secondo il Ministro dell’interno: “Il lavoro di prevenzione riveste una grande importanza nel contrasto al terrorismo, proseguiamo, quindi, su questa strada perché consideriamo la prevenzione uno degli strumenti strategici per diminuire il livello di rischio terrorismo in Italia, anche se nessun Paese oggi può dirsi a rischio zero”.

L’indagine è partita due anni da un account Facebook, dove venivano postati numerosi video e documenti a sostegno dell’IS ed hanno coinvolto, oltre al titolare del profilo (un giovane macedone di 28 anni), anche due fratelli, di 31 e 28 anni, cognati del titolare del profilo.

Tutti e tre erano residenti da molti anni a Ronchi dei Legionari dove gestivano una società che operava nel settore dell’edilizia.
Lo stesso odio ideologico-religioso dei tre è stato documentato dalla Polizia anche per il padre dei due fratelli (che ha 52 anni) e per la moglie (32 anni) di uno di loro.

L’adesione al progetto espansionistico dell’ISIS e la diffusione dell’ideologia del Califfato – ha spiegato la Procura di Trieste – erano portate avanti dai cinque macedoni “con determinazione, accompagnata da un netto rifiuto di integrarsi nella società italiana”.

Proprio a causa del loro integralismo e del loro appoggio all’ISIS, i rapporti dei cinque con la comunità religiosa di riferimento erano diventati sempre più tesi, con durissimi contrasti con gli altri fedeli che frequentavano il loro stesso luogo di culto e con chi esprimeva forme di solidarietà per le vittime degli attentati e delle torture dell’Isis.

Dalle indagini, inoltre, è emerso che i cinque erano in contatto con Imam di origine balcanica noti per il loro radicalismo, uno dei quali arrestato in Bosnia perché accusato di aver reclutato, anche in Italia, combattenti da inviare sui teatri del conflitto siriano e iracheno.

Gli investigatori, infine, hanno rilevato anche collegamenti con alcuni foreign fighters macedoni partiti dall’Italia per andare a combattere tra le fila dello Stato Islamico.

Nel mese di giugno un cittadino sloveno era stato arrestato – su ordine di cattura internazionale – a Lubiana ed estradato in Italia, con l’accusa di aver concorso all’arruolamento di due “foreign terrorist fighter” macedoni partiti da Belluno e poi arrivati in Siria per combattere nelle fila dello Stato Islamico.
Secondo Antonio Vecchio del sito: difesaonline.it“, ciò che oggi contraddistingue la diffusione dell’ideologia e l’odierno reclutamento dell’ISIS, “è il massivo ricorso alle piattaforme social (Facebook, Twitter, Istagram, blog, chat) e, in generale, alla Rete con magazine e canali video dedicati.”

Sono 55 le espulsioni di estremisti islamici eseguite quest’anno, a fronte delle 66 avvenute nel 2015.

(Immagine di repertorio)

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