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lunedì, 8 Agosto 2022

Congelamento dell’Uti Giuliana, i sindaci degli altri comuni lanciano l’allarme: «A forte rischio la presentazione dei progetti europei»

11.10.2016 | 16.39 – I sindaci dei Comuni di Muggia, Duino Aurisina, San Dorligo della Valle, Sgonico e Monrupino hanno deciso di replicare subito alla mozione adottata la scorsa notte dal Consiglio comunale di Trieste.  “Il congelamento dell’UTI Giuliana – scrivono in una nota – alimenta legittime riflessioni e suscita diversi stati d’animo”.

“Sorpresa, in quanto il Consiglio comunale di Trieste smentisce totalmente quanto solo pochi giorni ha sottoscritto il Sindaco Dipiazza con gli altri Comuni della provincia e che ha permesso di raggiungere un’intesa con la Regione dando finalmente un concreto avvio all’Unione Territoriale dei Comuni. Questa intesa era stata definita dallo stesso Dipiazza un grande risultato, la dimostrazione della volontà di Trieste di non isolarsi. Uil Sindaco stessa aveva evidenziato come il lavorare assieme costituisse un’opportunità per tutti i Comuni per migliorare i servizi resi alle proprie cittadinanze. Ma evidentemente per la maggioranza che sostiene Dipiazza non è così. Può sfiduciarlo allora ed assumersene poi le conseguenze”.

“Perplessità. Il contenuto della mozione votata da Trieste non può che suscitare perplessità non solo negli effetti ma anche nei contenuti. In essa si invita infatti il Sindaco a “congelare” l’ingresso del Comune di Trieste nell’UTI. Ma Trieste è entrata formalmente nell’Unione già lo scorso anno per cui non si capisce come si possa arrestare qualcosa che è già avvenuto e ha già prodotto i suoi effetti. Perplessità anche per le ragioni che starebbero alla base di questa scelta. È infatti del tutto falso (e mai affermato da nessuno degli aderenti all’Unione proprio perché privo di fondamento) che le prerogative di tutela della lingua slovena, in ragione dell’adesione all’Unione, si estendano anche al Comune di Trieste o al Comune di Muggia che continuerebbero invece ad applicare le norme già oggi esistenti e operanti nei loro territori. Evidentemente qualcuno a Trieste cerca un pretesto per bloccare l’UTI a costo di affermare il falso”.

“Preoccupazione, perché la scelta del Comune di Trieste è del tutto irresponsabile, è un salto nel buio che getta tutti i Comuni aderenti nell’Unione in una insostenibile situazione di incertezza e di paralisi operativa con conseguenze disastrose nell’amministrazione quotidiana e nel garantire la concreta erogazione dei servizi alla cittadinanza. Infatti, per come è costruita la norma regionale sull’Unione giuliana che assegna al Comune di Trieste la maggioranza assoluta dei voti, qualsiasi decisione è impossibile senza la partecipazione del capoluogo”.

Buona parte della replica è dedicata alle prossime azioni che saranno messe in campo dai sindaci di Muggia, Duino Aurisina, San Dorligo della Valle, Sgonico e Monrupino.

“Di fronte a questa situazione ed alle gravissime conseguenze che ne possono derivare per i nostri cittadini non possiamo restare inerti. Ricordiamo – si legge – che alcune funzioni strategiche per tutti i Comuni aderenti – quali ad esempio la presentazione dei progetti europei (importante fonte di finanziamento per promuovere diverse iniziative) – sono già di esclusiva competenza dell’UTI e che a partire da gennaio del 2017, per cui tra pochi mesi, servizi essenziali per la cittadinanza quali i servizi sociali devono essere svolti attraverso l’UTI. E anche l’operato di alcune strutture fondamentali di ciascun Ente quali ad esempio le Ragionerie devono, e si sottolinea devono, essere esercitate attraverso l’Unione avvalendosi di quanto previsto dall’art. 27 della Legge”.

“Vi è poi la questione della gestione dei consistenti trasferimenti regionali che devono essere gestiti tramite l’Unione. E questi sono solo alcuni degli esempi delle gravissime conseguenze in cui incorreranno tutti i Comuni. Trieste compresa! Di fronte alla possibile paralisi delle nostre amministrazioni bisogna attivarsi immediatamente”.

“Il vice presidente dell’UTI, su mandato di tutti i Comuni dell’Unione, chiederà al Presidente dell’Unione Dipiazza una immediata convocazione dell’Assemblea dei Sindaci e si chiederà in quella sede allo stesso Dipiazza quali sono le intenzioni del Comune di Trieste. Nel caso in cui confermasse il “congelamento” della partecipazione triestina non si potranno che trarne le logiche conseguenze. È, infatti, impossibile ipotizzare che resti presidente dell’Uti chi nell’Uti non crede più”.

“E vista la totale paralisi dell’attività dell’Unione – come detto senza la partecipazione attiva di Trieste qualsiasi decisione è impossibile – non potremmo che rivolgerci alla Regione e – concludono i sindaci – cercare assieme a questa una soluzione concreta che assicuri l’operatività dei Comuni e la continuità dell’erogazione dei servizi alla cittadinanza”.

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Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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