Arruolava in Italia combattenti per lo Stato Islamico: estradato dalla Slovenia

23.6.16 | 18.00 – È stato estradato alle 11 di questa mattina dalla Slovenia il 26 enne cittadino sloveno  Rok Zvabi , tratto in arresto il 6 maggio  a Ljubljana in esecuzione di un mandato d’arresto europeo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Venezia su richiesta della Procura Distrettuale Antiterrorismo di Venezia.

Al cittadino sloveno viene contestato di aver concorso all’arruolamento di due “foreign terrorist fighter” macedoni partiti da Belluno e arrivati in Siria per combattere nelle fila dello Stato Islamico.
Si tratterebbe del primo foreign fighter returnee a disposizione dell’Autorità Giudiziaria italiana.

Il giovane è stato preso in consegna all’ex valico internazionale di Fernetti da personale del Settore Polizia di Frontiera di Trieste e del ROS dell’Arma dei Carabinieri di Padova.

Al termine delle attività di Polizia, lo sloveno è stato trasferito in un carcere del nord Italia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Venezia.

Secondo il Centro internazionale di studi sulla radicalizzazione e la violenza politica, un organismo “non governativo” con sede a Londra e la cui missione è quella di “analizzare e promuovere la comprensione della violenza politica e la radicalizzazione”, quasi il 10 per cento dei “foreign fighters” provengono da paesi dei Balcani e dell’Europa orientale ( Albania, Bosnia , Bulgaria , Kosovo, Macedonia e Serbia), mentre il 19% è costituito da soggetti di provenienza sconosciuta.

Secondo il rapporto “Greenbirds” del ICSR, “i social media non rivestono più un ruolo virtuale per gli aspiranti combattenti, ma rappresentano una fonte essenziale di informazioni e di ispirazione, diventando un aspetto essenziale di ciò che accade sul terreno” . ”
I “foreign fighters” utilizzano i social media per interagire con i “sostenitori” e documentare il loro coinvolgimento nel conflitto.

( foto di repertorio tratta da businnesinsider.com)

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