Trieste, sequestrarono e rapinarono coppia di anziani: due arresti

3.6.2016 | 11.46 – Nella mattinata di oggi i Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito due misure cautelari degli arresti domiciliari disposte dl Gip del Tribunale di Trieste nei confronti di R.M., ritenuto uno dei responsabili della rapina perpetrata la scorsa estate nell’abitazione dei coniugi Stransciach, e di M.K., uno dei presunti ricettatori.

Altre due custodie cautelari non sono state eseguite poiché i destinatari (S.R. e V.M.) si trovano all’estero, tra Bosnia e Serbia. Una quinta persona (M.B.) è indagata a piede libero per avere ricoperto un ruolo minore nella vicenda.

Il fatto risale al 25 agosto scorso e si è consumato nella periferia della città. I rapinatori, dopo avere immobilizzato con del nastro adesivo le loro vittime e averle minacciate con una pistola, erano riusciti ad arraffare numerosi preziosi per un valore complessivo di svariate migliaia di euro.

Nel corso del sopralluogo gli addetti ai rilievi tecnici del Nucleo Investigativo avevano rinvenuto il nastro adesivo e – abbandonati in un’area boschiva sul retro dell’abitazione – un giravite, due cappellini e una pistola a salve (nella foto). Pistola che, da successivi accertamenti, era risultata appartenere alla 32enne V.M. di nazionalità serba, residente a Trieste.

pistola sequestrata

L’analisi dei circuiti relazionali della donna, incrociata con le conoscenze della coppia di anziani, aveva permesso ai militari di individuare le persone coinvolte nella vicenda e nella successiva ricettazione della refurtiva. Si tratta di S.R., bosniaco classe 1985, autore materiale della rapina. Con lui anche un complice: entrambi risultano però essere fuggiti in Bosnia subito dopo i fatti.

Per pianificare il reato i malviventi si erano serviti di M.B. ed R.M., entrambi classe 1986 ed ex dipendenti dell’azienda di famiglia delle vittime. In particolare R.M., di nazionalità serba, aveva anche partecipato attivamente alla rapina facendo da palo. Nel mirino dell’attività investigativa erano finiti anche V.M. ed M.K; la prima aveva fatto da basista custodendo il bottino. Il secondo, un cittadino serbo residente a Trieste, si era invece occupato della ricettazione della refurtiva.

Nel corso delle operazioni di perquisizione conseguenti agli arresti odierni, è stato tratto in arresto un terzo soggetto, un triestino classe 1972 e assolutamente estraneo alla rapina, per produzione e coltivazione di canapa indiana. L’uomo viveva nello stesso appartamento di R.M., ovvero il “palo” della rapina.


E.B.

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