Terreni inquinati, off-limits anche le aree verdi del Giardino Pubblico

31.5.2016 | 15.32 – Livelli di inquinanti al di sopra della norma (e di tutte le aree sottoposte all’indagine top soil) sono stati rilevati nel Giardino Pubblico. Un dato che impone il divieto d’accesso alle aree verdi, così come accaduto qualche tempo fa con piazzale Rosmini (nella foto) e la pineta Miniussi. Ma non è tutto. Perché nel mirino della nuova ordinanza annunciata dal sindaco, ci sono altri quattro siti.

È quanto emerso oggi nel corso dell’attesa – attesissima – conferenza stampa sulla sintesi dei campionamenti top soil, ovvero le analisi sui terreni superficiali di alcune zone verdi cittadine. Presenti l’assessore Laureni, il primo cittadino Roberto Cosolini, il direttore dell’Arpa Marchesi e Nicola Delli Quadri. Con loro anche l’assessore regionale Sara Vito.

«L’esito dell’indagine – riporta la nota diffusa – richiesta dal Comune ed eseguita dall’Arpa in collaborazione con tutti gli organi tecnici preposti, ha riguardato 12 aree verdi. Di queste sette hanno visto concentrazioni di IPA (idrocarburi policiclici aromatici) superiori ai limiti (il giardino Muzio de Tommasini di Via Giulia, piazzale Rosmini, la scuola d’infanzia di via Svevo, la pineta Miniussi, la chiesa di Servola, via dei Giardini e la scuola primaria di via Praga)». E, come annunciato, i livelli più alti sono stati registrati nel Giardino Pubblico.

Mappa Top Soil. Le aree rosa sono quelle nelle quali sono stati riscontrati livelli di inquinanti sopra i limiti
Mappa Top Soil. In rosa le aree nelle quali sono state riscontrate concentrazioni di inquinanti al di sopra dei limiti

Concentrazioni decisamente più basse per quanto riguarda invece Basovizza-Sincrotrone, via Norma Cossetto, l’aiuola GVT, il giardino Frà Antollovich e piazzale Atleti Azzurri.

«I rilevamenti hanno messo in luce la presenza d‘inquinamento urbano multifattoriale legato a quattro fonti: traffico urbano, emissioni da impianti di riscaldamento, attività industriali e attività marittimo-navali. Non si tratta di un pericolo immediato – prosegue la nota diramata da Comune – ma di un rischio potenziale che sarà affrontato con un piano articolato e preciso».

«Il problema sarà inizialmente mitigato con un’apposita ordinanza precauzionale che limiterà l’accesso nelle sole aree verdi dei giardini inquinati. Di pari passo sarà chiesto uno stanziamento alla Regione per avviare, nei prossimi mesi, i necessari interventi di rimozione e sostituzione della terra inquinata».

«Sul piano del medio-lungo periodo – conclude il comunicato stampa del Comune – dovranno invece essere adottate tutte le soluzioni necessarie ad evitare il ripetersi di questi fenomeni, che hanno un’origine ultra decennale. Sarà necessario infine prevedere scelte più drastiche e intensificare più attente strategie di lotta all’inquinamento urbano (ad esempio con limitazioni al traffico veicolare privato, il contenimento delle emissioni provocate da industrie, dalle navi e dagli impianti di riscaldamento) per evitare che il fenomeno possa ripetersi negli anni».

Sempre stamani, in attesa della conferenza stampa in Municipio, si è svolto un incontro al Caffè San Marco organizzato da Sì-Sinistra per Trieste, al quale hanno partecipato Marino Sossi, Aris Prodani e l’onorevole Serena Pellegrino. «Questa mattina abbiamo chiesto di conoscere gli esiti delle analisi dei terreni» si legge sulla pagina di SpT e «di sapere quali sono le origini degli inquinanti riscontrati».

«Non ci accontenteremo – prosegue il post – del presunto, possibile, ipotetico e potenziale. Noi pretendiamo di sapere da dove provengono le concentrazioni di benzo(a)pirene superiori ai limiti di legge, riscontrate nel giardino pubblico e in altri sei siti cittadini».

«Sarebbe opportuno – rileva il deputato triestino Prodani – provvedere ad analizzare anche altre zone della città, quali strutture scolastiche e giardini pubblici».

Clicca qui per vedere il dettaglio dati dell’indagine top soil, pubblicato da Aris Prodani sulla sua pagina web


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