13.5.2016 | 7.30 – Sono poche parole di rito quelle spese dal Capitano di Vascello Curzio Pacifici, comandante della nave scuola Amerigo Vespucci, alla presentazione della 48.a edizione della Barcolana, avvenuta questo 12 maggio nella cornice insolita del leggendario vascello.

Poche parole, seguite dai saluti delle rappresentanze istituzionali e di Mitja Gialuz, presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, per giungere al dunque e svelare il manifesto che farà da sfondo alla manifestazione velica più celebrata.
Il disegno originale è di Gillo Dorfles, l’intellettuale ed artista ultracentenario a cui il capoluogo giuliano ha dato i natali ed è il frutto di una capace elaborazione del grafico triestino Matteo Bartoli e della supervisione di Carlo Bach, responsabile creativo di Illycaffè; per quanto riguarda le date, la manifestazione si svilupperà dal 30 settembre al 9 ottobre e potrà contare sulla solita presenza di eventi “fuori regata”.
La decisione di presentare la Barcolana sul vascello simbolo della tradizione marinaresca italiana non sembra fuori luogo: nelle stesse parole del presidente Gialuz, entrambi si sono fatti negli anni portatori sani di cultura del mare, divulgandone le storie e tentando di preservarne lo spirito: nelle ultime edizioni la Barcolana ha ospitato la presentazione del calendario della Marina Militare e quest’ultima ha spesso preso parte alla celeberrima regata con imbarcazioni proprie.

Dello stesso tono il Capitano Pacifici, che ha ricordato come la Vespucci abbia – oltre alla sua primaria missione d’addestramento degli allievi ufficiali – anche un ruolo di rappresentanza: si spiega così la presenza sempre più frequente di “ospiti” del mondo civile, dagli scout dell’AGESCI a ricercatori impegnati in studi complessi sulla presenza di agenti inquinanti nel Mediterraneo.
L’Amerigo Vespucci rimarrà ancorata al Molo Bersaglieri fino a lunedì 16 e in questi giorni sarà possibile visitarla (vedi il link per gli orari); il vascello è reduce da un periodo di restauri lungo 3 anni ed è arrivato a Trieste l’ultima volta nel 2007.
Fulvio E. Bullo
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