Torna alla ribalta il caso del rigassificatore di Zaule

28.4.2016 | 11.20 – A volte ritornano. O meglio, rientrano in punta di piedi. Quatti quatti. Riflettori nuovamente accesi sul tanto discusso rigassificatore di Zaule progettato dalla spagnola Gas Natural. A lanciare l’allarme nei giorni scorsi sono stati infatti il deputato Aris Prodani e Ilaria Dal Zovo, portavoce in consiglio regionale del M5S. Assieme a loro, anche il candidato sindaco Marino Sossi.

Ma veniamo al dunque. Perché da questo punto in poi, è tutta storia. In relazione al metanodotto Trieste-Grado-Villesse la Commissione tecnica per la valutazione dell’impatto ambientale ha già espresso parere positivo; il provvedimento (il dato è consultabile sul sito web del Ministero dell’ambiente) sarebbe ormai in fase di “predisposizione“. Tradotto: manca la firma del ministro.

Il sistema di trasporto del gas in progetto è «finalizzato al collegamento del terminale GNL con il nodo della rete nazionale dei gasdotti Snam Rete Gas di Villesse». Tale opera, sottolinea Prodani, «è considerata indispensabile e funzionale alla realizzazione del rigassificatore di Zaule».

Con una interrogazione a risposta scritta presentata a più destinatari (tra cui il Ministero dello sviluppo economico, dell’ambiente e della tutela) il deputato chiede dunque agli organi competenti di «chiarire lo stato degli iter dei procedimenti relativi alle valutazioni d’incidenza sull’aera marina di Miramare e sull’elettrodotto interrato di collegamento del terminal GNL alla rete elettrica, e alla formalizzazione dell’accordo tra Italia e Slovenia in merito all’ubicazione esatta del terminale GNL nell’Adriatico settentrionale».

Ai tre dicasteri il parlamentare triestino chiede inoltre «se non intendano negare definitivamente l’autorizzazione alla costruzione del rigassificatore di Zaule e delle relative opere ancillari». Tutto ciò considerando «la risposta fornita all’interrogazione n. 5-04934 e le dichiarazioni di contrarietà espresse in più occasioni dalla Regione Fvg e dagli enti locali interessati».

Ma c’è un altro dato alquanto sibillino. Un altro tassello. Nel corso dell’ultima conferenza dei servizi sul Sin di Trieste – sito inquinato di interesse nazionale – l’autorità portuale (clicca qui per vedere il documento) ha presentato un piano per la messa in sicurezza dell’ex discarica a mare di via Errera. L’area è interessata dal progetto del rigassificatore.

Intanto ieri, mercoledì 27 aprile, il comune di Trieste ha nuovamente espresso con una nota stampa la sua assoluta contrarietà al progetto. «L’amministrazione comunale – recita il comunicato a firma di Laureni – conferma il suo no a questo impianto di energia. Lo ribadisce con forza soprattutto quando, con l’avvenuta approvazione del piano regolatore del porto di Trieste, si affermano scelte alternative di sviluppo del territorio».

«Il futuro della città – continua il testo – costruito anche su queste grandi opere, rappresenta un ulteriore motivo di incompatibilità con il progettato impianto del rigassificatore di Zaule, all’interno delle dighe».

Ma non è finita qui. A chiedere chiarezza c’è anche Ilaria Dal Zovo. «Diversamente da quanto affermato da questa giunta in merito alla contrarietà alla realizzazione del rigassificatore (e conseguentemente del metanodotto sopra citato) il Ministero avrebbe intenzione di accelerare le procedure autorizzative necessarie alla realizzazione di entrambe le infrastrutture». Così recita il testo dell’interrogazione presentata qualche giorno fa dalla portavoce in consiglio regionale dei pentastellati.

«A questo punto – incalza Dal Zovo – vogliamo sapere dalla giunta Serracchiani quale parere sia stato emesso dagli uffici regionali competenti in merito al progetto del metanodotto. Le due partite (rigassificatore compreso, Ndr) devono essere chiuse definitivamente».

E questo perché «in un decreto direttoriale dell’ottobre 2015 della Direzione generale per la sicurezza dell’approvvigionamento e le infrastrutture energetiche del Ministero dello sviluppo economico non solo viene confermato il progetto del metanodotto Grado-Villesse di Snam Rete Gas, ma addirittura viene definito in fase autorizzativa».

Questo sabato, alle 11 nella cornice di piazza Unità, è in programma una nuova manifestazione per ribadire il no al progetto del rigassificatore. L’evento è organizzato da Sì-Sinistra per Trieste.

«La politica – recita una nota a firma congiunta di Marino Sossi (Spt) e Aris Prodani – deve assolutamente tenere conto della voce dei cittadini e della loro ferma contrarietà a questo progetto che, se attuato, andrebbe a causare il declino irreversibile dei traffici portuali e ingenti danni ecologici per il golfo di Trieste».

«Manifesteremo con forza – proseguono – per chiedere che questa questione venga chiusa definitivamente».

Qui il link alla pagina Facebook dell’evento 

 

EB

Riproduzione_riservata

Ultime notizie

Dello stesso autore