5.4.2016 | 9.08 – Partirà mercoledì 6 aprile, in Friuli Venezia Giulia, la raccolta delle firme per i referendum contro l’”Italicum”, la nuova legge elettorale voluta dalla maggioranza che appoggia il Governo Renzi. La campagna è promossa da un Comitato nazionale presieduto dal giurista prof. Massimo Villone, presidente onorario il prof. Stefano Rodotà. Vi aderiscono numerose personalità e giuristi anche in rappresentanza di molte organizzazioni di diverso orientamento politico.
L’inizio della raccolta, che nei giorni immediatamente successivi prenderà avvio anche in tutta Italia, sarà solennizzato con un’assemblea pubblica con inizio alle ore 17 presso la Stazione Marittima, Molo Bersaglieri – Sala CRAL (accesso sul lato sinistro). Lo hanno annunciato, in una conferenza stampa, due esponenti del Comitato Difesa Costituzione di Trieste, Silvia Di Fonzo e Federico Buttò.
Introdurrà l’assemblea Silvia Di Fonzo, alla quale seguirà l’intervento del prof. Mauro Barberis (nella foto qui a fianco) ,giurista dell’Università di Trieste e presidente del Comitato Difesa Costituzione. Barberis illustrerà i due quesiti referendari: il primo dei quali riguarda i capilista bloccati – eletti cioè senza preferenze – e le candidature plurime degli stessi (il che consente ai capipartito di nominare gran parte della futura Camera dei Deputati). Il secondo riguarda invece l’abnorme premio di maggioranza (pari al 40 per cento dei seggi) ed il ballottaggio senza soglia tra i due partiti più votati: l’insieme di questi meccanismi permetterebbe anche ad un partito con meno del 25 per cento dei voti di controllare la Camera.
“Sono queste le norme più pericolose della nuova legge elettorale – hanno dichiarato gli esponenti del Comitato – entrambe ispirate ad una concezione plebiscitaria del potere, che stravolge i principi della Costituzione, mettendo a rischio anche i fondamentali diritti di libertà dei cittadini”.
“Insieme alle modifiche della Carta Costituzionale – introdotte con il cosiddetto disegno di legge “Boschi” – alla nuova legislazione sul lavoro, a quella sulla scuola, alla “riforma” della RAI e della pubblica amministrazione, anche il cosiddetto “Italicum” porta il segno di una deriva autoritaria, che concentra il potere sul Governo e sul suo leader. E il leader domani potrebbe essere un esponente delle peggiori destre populiste e xenofobe, che già
avanzano in molti Paesi europei”. La raccolta delle firme contro l’”Italicum” (ne serviranno almeno 500 mila entro i primi di luglio) è infatti strettamente legata alla campagna per il NO al referendum confermativo sulle modifiche costituzionali, che si terrà nel prossimo ottobre. Questa campagna vede già la mobilitazione di un ampio schieramento di forze sociali, culturali e politiche.
Il Comitato Difesa Costituzione di Trieste è impegnato ovviamente anche su questo fronte. Altre iniziative di informazione seguiranno l’assemblea del 6 aprile, mentre a partire da venerdì 9 aprile, le firme contro l’”Italicum” saranno raccolte anche ai gazebo che il Comitato collocherà nei punti strategici del centro di Trieste. Iniziative per la raccolta delle firme si terranno naturalmente anche nelle altre Province della Regione. Come sempre, i cittadini potranno firmare anche presso le segreterie del Comuni di residenza. Nello spirito della difesa della Costituzione, infine, gli esponenti del Comitato triestino hanno sottolineato l’importanza di votare domenica 17 aprile, nel referendum abrogativo sull’estrazione di petrolio e gas dal mare entro il limite delle 12 miglia dalla costa: “Indipendentemente dal voto che si esprimerà – hanno concluso – è fondamentale andare a votare, per difendere lo strumento stesso del referendum, l’unico veramente efficace che la Costituzione mette a disposizione dei cittadini per correggere le scelte errate del Governo e del Parlamento. Uno strumento che l’irresponsabile campagna astensionista, condotta da alcuni esponenti delle istituzione e del PD, tra cui Debora Serracchiani, tenta di svilire.”


