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giovedì, 26 Maggio 2022

“Associazione No Smog” sulla Ferriera: “situazione peggiorata, nel 2015 Benzoapirene superiore ai limiti di legge”

18.4.16 | 19.00 – L’associazione ambientalista No Smog Onlus, da anni impegnata nel denunciare i problemi ambientali derivanti dall’attività della Ferriera di Servola, ha tenuto sabato la sua assemblea annuale durante la quale è stata fatta un’analisi approfondita e fortemente critica dell’AIA rilasciata per l’attività dell’impianto.

I rappresentanti della onlus servolana: Alda Sancin e Adriano Tasso, hanno quindi analizzato le criticità della recente AIA.

La prima osservazione portata all’attenzione è stata che nel documento autorizzativo, contrariamente a quello precedente, non viene fatto esplicito divieto all’uso contemporaneo dei due altoforni, consentendo di fatto l’eventuale inserimento del secondo altoforno ( attualmente fermo ndr.) nel ciclo produttivo, aspetto che ovviamente peggiorerebbe il problema ambientale.

Critiche anche nei confronti del sistema di controlli che diventano più carenti, infatti il numero dei deposimetri viene ridotto da 11 a 7, mentre le verifiche, ora mensili, diventano trimestrali per divenire dopo 2 anni semestrali.

Perplessità sono state espresse anche per quanto riguarda il sistema dei video monitoraggi, necessari per documentare le emissioni non controllate e sempre richiesti dalla popolazione, che attualmente – grazie alla tecnologia – provvede in maniera “autonoma” fotografando e filmando i fenomeni emissivi dalle proprie abitazioni; nell’Aia sono previste 4 stazioni che registreranno con frame ogni 15 secondi, invece che in maniera continua come era stato richiesto.

Decisamente preoccupante il capitolo inquinanti: se è vero che la messa in funzione dell’impianto di aspirazione della cokeria ha ridotto la concentrazione di Pm10, seppure la loro ricaduta sia comunque tangibile e continui ad arrecare disagio ai residenti, si è altresì assistito ad un aumento delle concentrazioni del Benzo(a)pirene e, secondo No Smog: “le attuali polveri sarebbero più nocive di quelle analizzate nei mesi scorsi sia da ARPA che dalla dott. Gatti.
Non contribuisce sicuramente a tranquillizzare il documento firmato dall’Arpa che invita nelle operazioni di pulizia domestica ad utilizzare guanti di gomma e mascherine per polveri usa e getta ( foto)

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Naturalmente continua a fare discutere la centralina di San Lorenzo in Selva,  i cui dati vengono utilizzati per il b(a)P ma non per la valutazione delle ricadute delle PM10, “il  limite, come richiesto dall’azienda durante la conferenza dei servizi, è stato innalzato, non si sa su quali basi – è stato detto durante la relazione – da 50 a 70 mg/kg”.
E proprio la tanto contestata centralina, per quanto riguarda il Benzoapirene, nel 2015 ha fatto registrare il superamento del 25% dei limiti di legge. ( vedi tabella sotto)

Il segretario della Onlus, Adriano Tasso ha espresso anche le preoccupazioni per la rarefazione dei controlli dei fumi delle diossine ( sostanze ritenute cancerogene ndr.) del camino E5, i cui controlli divengono semestrali.
Lapidario il giudizio di No Smog: “La situazione del 2015, dopo 8 anni di applicazione dell’AIA e severi controlli, diffide e ordinanze, risulta essere la peggiore, superata solo nel lontano 2008, nonostante l’avvicendarsi delle gestioni”.

imageAltrettanto preoccupante l’aspetto dell’inquinamento acustico, capitolo sul quale, nonostante i lavori di insonorizzazione e mitigazione dichiarati dall’azienda sussisterebbero ancora – sempre secondo il sodalizio servolano- notevoli criticità, con sforamenti fino a 76 decibel.

Sempre secondo l’associazione ambientalista nel decreto AIA per lo stabilimento, non si fa riferimento alle normative su rischio di incidente rilevante ( ex legge Seveso) né alla stesura di un piano di sicurezza esterno.

È stato quindi evidenziato come attraverso l’approvazione dell’AIA, sia stata autorizzata una struttura, collocata nel cuore della città, ad emettere una quantità di CO2 pari a quella emessa da 1.000 auto euro 5 che ogni ora percorressero una ventina di kilometri su e giù per Servola.
” Le stesse autorità che emettono ordinanze di riduzione del traffico e del riscaldamento domestico per smog – ha concluso Tasso – autorizzano la ferriera ad emettere dai camini 40 milioni di metri cubi al giorno di fumi vari”.

Questi gli aspetti maggiormente messi in risalto da No Smog, mentre letteralmente “sul terreno” resta anche la questione dell’analisi dei suoli, i cui dati non sono ancora stati resi pubblici.

Nel frattempo i cittadini, adulti e bambini, sono costretti a convivere ancora con polveri, fumi e cattivi odori, a volte oltre il limite del tollerabile e che sicuramente non contribuiscono all’omeostasi delle persone.

La foto in testa all’articolo e quella qui sotto, sono state scattata nel primo pomeriggio di oggi e sono un documento abbastanza eloquente della situazione.image

Proprio in merito alla “fumata” di oggi, il Deputato Aris Prodani – presente assieme al Senatore Lorenzo Battista, all’assemblea di sabato – ha scritto una lettera  all’Arpa Fvg, chiedendo “giustificazioni ed informazioni sull’episodio odierno, oltre che sul superamento dei limiti della centralina di San Lorenzo in Selva”.

Il parlamentare nella sua missiva scrive: “alla luce della fumata odierna ed ai continui superamenti dei limiti delle PM10 registrati il 15, 16 e 17 aprile scorsi dalla centralina di Via S. Lorenzo in Selva, quali siano le giustificazioni a tali fenomeni e se da parte di Arpa si confermi la “congruità” degli interventi attuati dall’Azienda“; in seguito all’ispezione del 22 marzo, l’Agenzia regionale aveva accertato come l’origine delle anomalie fosse da attribuirsi a possibili punti di debolezza nella gestione dei programmi di manutenzione dell’altoforno e dei relativi impianti di servizio e che gli interventi attuati da Siderurgica Triestina erano stati congrui”.

La questione Ferriera continua.

MB

(riproduzione-riservata)

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