20.11.2015 | 11.50 – Trieste “naviga” in buone, anzi ottime acque. No, non è un modo dire. Stiamo parlando del report “In buone acque”, realizzato da AcegasApsAmga: sono oltre 14 mila le analisi effettuate in un anno sull’acqua che esce dai rubinetti dei triestini. E’ questo uno dei dati del report, disponibile sia in forma sintetica cartacea (uffici clienti AcegasApsAmga, URP e circoscrizioni) che in forma completa, on-line all’indirizzo www.gruppohera.it/gruppo/attivita_servizi/business_acqua/canale_acqua/report_buone_acque/
Nel Rapporto sono rendicontati nel dettaglio i dati quantitativi e qualitativi delle analisi compiute sull’acqua di rete triestina, nel corso del 2014.
Fra i risultati più rilevanti, quello relativo alle analisi effettuate. A Trieste, Muggia e San Dorligo della Valle sono state effettuate, fra Azienda e Ass, ben 14.616 analisi (pari a una media di oltre 40 al giorno) sono risultate conformi alla legge nella totalità dei casi (100%).
A Trieste la qualità dell’acqua è eccellente. E’ il dato che emerge dal confronto del rapporto fra le concentrazioni di 14 parametri (ammonio, arsenico, clorito, cloruro, conduttività, durezza totale, fluoruro, manganese, nitrato, nitrito, residuo secco, sodio, solfato, trialometani-totale) misurate presso i punti di rete rappresentativi dell’intero sistema di distribuzione triestino e le loro concentrazioni massime ammissibili nell’acqua potabile, emerge come l’acqua di Trieste sia di eccellente qualità. Mediamente, infatti, le concentrazioni di tali elementi sono appena il 9,6% dei limiti di legge consentiti.
Passiamo ora ai “numeri”. Il Rapporto ricostruisce la rete acquedottistica triestina gestita da AcegasApsAmga, che serve complessivamente 235.700 cittadini, attraverso una rete di 1.073 Km, in cui nel 2014 sono stati immessi 45,2 milioni di mc di acqua, provenienti per il 72% da acqua di falda, per il 17% da fonti di superficie (fiumi) e per l’11% da sorgenti.
Il Report è arricchito da una serie di informazioni sui vantaggi economici e ambientali derivanti dall’utilizzo dell’acqua di rete. Attraverso infografiche chiare e intuitive, si scopre, ad esempio, che 1.000 litri d’acqua minerale in bottiglia costano mediamente 300 €, mentre la stessa quantità prelevata dall’acqua di rete triestina costa 1,87 €.
I numeri esposti aiutano anche a quantificare la scarsa sostenibilità dell’acqua in bottiglia. In Italia (terzo consumatore al mondo di acqua in bottiglia, con 196 litri pro capite), ad esempio, solo il 36% delle bottiglie di plastica viene riciclato, con sensibile pregiudizio per l’ambiente.
Parlando sempre di “numeri” sono 22 i milioni di euro investiti da Hera nel 2014 sul ciclo idrico: includendo i lavori finanziati da terzi, nel territorio servito da Hera sono stati effettuati nel 2014, 166,8 milioni di euro di investimenti, pari a 46 di euro pro capite, rispetto ad un dato italiano fermo a 30 euro per abitante (contro i 130 euro della Danimarca, i 100 del Regno Unito o i 90 della Francia).



