Eliminazione delle differenze di genere, l’assessore Panariti: “Nessun progetto finanziato”

Zilli28.10.2015 | 18.09 – “Non ci sono stati, nell’anno scolastico passato né in quello in corso, finanziamenti per progetti volti all’eliminazione delle differenze di genere”. È quanto ha risposto l’assessore regionale all’Istruzione Loredana Panariti all’interrogazione del consigliere regionale Barbara Zilli in merito all’eliminazione delle differenze di genere nei libri di testo e nei progetti didattici di alcuni istituti scolastici del Friuli Venezia Giulia.

“L’articolo 33 della Costituzione stabilisce che l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” ha puntualizzato l’assessore. “Non risulta quindi possibile evocare parametri costituzionali senza tenere conto della tutela proprio della libertà dell’insegnamento. L’Amministrazione regionale deve astenersi dall’entrare nel merito del singolo libro di testo o della singola scelta didattica del docente per evitare di debordare dal quadro costituzionale di riferimento”.

“Corollario della libertà di insegnamento – ha aggiunto Panariti – è l’autonomia didattica del singolo docente, che si traduce anche nella libera scelta del libro di testo da adottare. Anche il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) impegna i dirigenti scolastici a esercitare la necessaria vigilanza affinché le adozioni dei libri di testo siano deliberate nel rispetto dei vincoli di legge, assicurando che le scelte siano espressione della libertà di insegnamento e dell’autonomia professionale dei docenti”.

“Prendo atto che la Regione, secondo le norme costituzionali, non può entrare nel merito delle scelte dei libri di testo – ha replicato Barbara Zilli, consigliera regionale della Lega Nord -. Detto questo, ritengo inaccettabile che la funzione educativa su tematiche così importanti sia in qualche modo scippata alla famiglia e che il valore della famiglia tradizionale sia ormai calpestato, mostrando così ai nostri bambini modelli sociali discutibili”.

“Mi risulta invece – dice Zilli – che nelle scuole ci siano già in essere progetti per la lotta al bullismo omofobico, organizzati dall’Arcigay ed esplicitati anche dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale. Verificheremo se effettivamente tali progetti siano finanziati dalla Regione o meno”.

“L’emergenza educativa che stiamo rilevando – dice Zilli – impone alle famiglie, e ai genitori in particolare, di impegnarsi in modo attivo nell’esperienza scolastica dei figli. Li esortiamo a tenere alta l’attenzione nei confronti di programmi e testi, perché episodi come quelli di Aviano e Trieste non si verifichino più”.

Roberto Toffolutti
Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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