18.7 C
Trieste
giovedì, 26 Maggio 2022

Crisi Ezit, la Regione spinge per la liquidazione. M5s all’attacco: “Sottovalutazione dei rischi da parte del sindaco Cosolini”

30.10.2015 | 7.40 – Salvaguardare i livelli occupazionali e il patrimonio, aumentare l’attrattività dell’area, continuare a gestire l’attività dell’ente. Sono gli obiettivi fissati dal tavolo sulla crisi dell’Ente zona industriale di Trieste (Ezit), convocato dalla presidente della Regione Debora Serracchiani e dal vicepresidente e assessore alle Attività produttive Sergio Bolzonello alla presenza dei sindaci di Trieste, Muggia e San Dorligo della Valle, dei vertici dell’ente, delle categorie economiche e dei sindacati. L’Ezit si trova in una condizione di squilibrio economico, acuito da una cartella esattoriale di oltre 8 milioni di euro. Da parte dei soggetti che hanno preso parte al tavolo è stata espressa la preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare e la volontà di trovare un modo per non disperdere un patrimonio importante per il territorio triestino.

“Ci mettiamo a disposizione per trovare una soluzione in tempi rapidi, considerata l’importanza che l’Ezit riveste per Trieste e l’intera regione” ha affermato la presidente. “Gli obiettivi da perseguire non possono che essere la messa in sicurezza dei lavoratori, la conservazione del cospicuo patrimonio dell’ente e la gestione dei servizi e dell’attività, puntando nel contempo a rendere attrattiva l’area per gli investimenti, considerati i 25 milioni di euro complessivi stanziati da Stato e Regione per la crisi industriale complessa”.

“In queste settimane abbiamo cercato di trovare diverse soluzioni ai problemi che attanagliano l’Ezit” ha assicurato Serracchiani. “L’ipotesi che riteniamo maggiormente perc+orribile è quella di una liquidazione, che consentirebbe da una parte di garantire una continuità operativa, dall’altra di ‘congelare’ la situazione finanziaria, permettendo di valutare quale strada perseguire e quale contenitore utilizzare per conferire il patrimonio dell’ente”. “Vogliamo agire immediatamente in modo da valutare la via migliore per proseguire nell’attività” ha aggiunto Bolzonello. “L’intento non è assolutamente quello di affossare l’Ezit ma di scegliere il modello di un nuovo soggetto che porti avanti le numerose questioni in capo all’ente. Questa situazione di crisi va gestita come un’opportunità di creare un nuovo ente più snello in grado di fornire gli stessi servizi“.

“All’Ezit sono state contestate dall’Agenzia delle Entrate, tramite Equitalia, imposte non pagate per oltre 8 milioni di euro – ricordano però i portavoce M5S Paolo Menis e Stefano Patuanelli -. Gli anni contestati nella cartella esattoriale già notificata all’Ente riguardano il 1981-1982-1999-2000-2001-2002. Stranamente proprio dal 1998 al 2001 l’attuale sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, ha ricoperto l’incarico di presidente di Ezit. Stranamente, benché a detta dell’attuale presidente, Stefano Zuban, il contenzioso tra Ezit e Agenzia Entrate riguardi gli ultimi 30 anni di gestione, quelli per ora di cui esiste un atto esecutivo sono gli anni di presidenza Cosolini, non quelli successivi, non quelli precedenti“.

“In commissione consiliare in Comune Zuban ha affermato che l’unica via di uscita per Ezit è quella di una norma ad hoc all’interno della legge di stabilità nazionale. Stranamente di questa norma salva-Ezit siamo in attesa da almeno 15 anni, in questo senso la regione FVG che è parte in causa dovrebbe sollecitarla da tempo. Eppure l’attuale sindaco di Trieste che ha la responsabilità per gli anni contestati da Equitalia e che è stato successivamente e per 5 anni assessore regionale alle attività produttive del Friuli Venezia Giulia, non ha in quegli anni sensibilizzato il governo sulla materia”.

“Evidentemente, – sottolineano i due pentastellati – il sindaco ha sottovalutato i rischi che Ezit stava correndo a partire proprio dalla sua stessa gestione. Zuban ha spiegato in commissione come sia impossibile per Ezit contabilizzare i soldi spesi per infrastrutturale le aree, a causa della natura giuridica dell’ente che è un ente pubblico non economico. Di qui la necessità di una sanatoria fiscale ad hoc, pensata oggi perché oggi l’ente ha l’acqua alla gola ma il contenzioso è vecchio di anni. E’ evidente che esistono zone grigie che riguardano la gestione Ezit, di cui proprio gli anni di gestione Cosolini risultano i più esposti. Anche se il governo sanerà la situazione, la responsabilità amministrativa e politica di aver fatto rischiare il fallimento di Ezit non verrà meno. Se di errori ne sono stati fatti è necessario che essi emergano e che le eventuali responsabilità siano chiare”.

“Esiste poi il grave problema del lavoratori di Ezit, che rischiano di non vedersi più pagare lo stipendio. Esiste inoltre il problema legato alla “mission” di Ezit, che – concludono Menis e Patuanelli – già ora e per i prossimi mesi vede impedita qualunque forma di investimento per migliorare la situazione delle aree industriali di competenza”.

spot_img

Ultime notizie

Dello stesso autore