Sensazioni dall’Est con il Coro e l’orchestra dell’Armata Rossa

image27.9.15 | 23.00 – Teatro Rossetti praticamente “sold out” per le tre esibizioni del Coro e corpo di ballo dell’Armata Rossa che sabato e domenica ha portato a Trieste le melodie e le atmosfere della grande Russia e della sua storia.

Uno spettacolo imponente – più di 100 i militari-artisti impegnati sul palco – per quello che è considerato il più importante coro militare del mondo che, sopravvissuto al disfacimento dell’Unione Sovietica, è uno dei veicoli della cultura e dell’arte di una nazione che orgogliosa della sua storia vuole in qualche modo aprirsi all’occidente.

Punto di forza il coro e l’orchestra totalmente maschili, che hanno presentato un repertorio che dopo l’apertura con l’Inno alla gioia ha creato l’atmosfera con il poderoso “Slavsya”, che è stato per un breve periodo l’inno nazionale della Federazione Russa fino al 2000.

Spazio poi alle musiche ed alle danze tradizionali eseguite dal corpo di ballo formato da ballerini e ballerine di altissimo livello artistico ed atletico, tra le quali la suggestiva e attesa “danza cosacca”.

Non sono poi mancati omaggi all’opera lirica italiana con l’aria di “Nemorino” dall’Elisir d’amore di Donizetti, l’aria di Figaro dal Barbiere di Siviglia e un poderoso Nessun dorma” dalla Turandot di Puccini.

Apprezzate anche le interpretazioni di brani pop di una cultura più globalizzata, ma quelli che hanno sicuramente generato i maggiori brividi lungo la schiena sono stati i brani tradizionali della cultura sovietica nei quali si sono espresse al meglio la potenza e la passione, che unite alla tecnica ricercatissima fanno di questo coro un “unicum” al mondo.

Calorosissima l’accoglienza del pubblico del Rossetti – si notavano presenze anche da fuori Regione e dall’estero – che ha applaudito ed ha tributato vere e proprie standing ovation all’esibizione di alcuni solisti.

Gran finale esplosivo sulle note di Katyusha con tutto il pubblico ad accompagnare il coro al cui canto si è unito il generale Eliseev – direttore dell’ensemble – con il battito delle mani.

 

Marco Bonini

(riproduzione – riservata)

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