
02.07.2015 | 13.30 – La cornice è perfetta: quella del suggestivo lungomare di Grado.
La serata è altrettanto azzeccata: una serena e mite notte stellata di inizio estate. L’atmosfera si scalda però quando lo show ha inizio.
È una vera emozione per il pubblico – accorso numeroso lunedì scorso al concerto – poter rivivere il mito dei Dire Straits, in questa che è di fatto l’unica data italiana per il gruppo, capeggiato da John Illsley, storico fondatore della band britannica che ha fatto la Storia del rock, e che ha dato vita all’attuale progetto “Celebrating the music of Dire Straits with John Illsley”.
Protagonista assoluta della serata gradese, la Musica, quella con la “M” maiuscola, quella che ti fa battere il cuore a mille e che ti fa tornare indietro nel tempo per rivivere gli indimenticabili successi dei Dire Straits.
Brani come “Money for nothing”, “Tunnel of love”, “Telegraph Road”, “Romeo and Juliet”, “Sultans of swing” (e sono solo alcuni dei numerosi successi della celebre band fondata da Mark Knopfler nel 1977) sono stampati nella memoria musicale di moltissimi appassionati del vero rock.
Successi che lunedì hanno allietato e incantato il pubblico del “Grado Festival”. Inutile dire che il merito di ciò va agli eccellenti musicisti della band: i componenti “storici” John Illsley e Phil Palmer, insieme all’eclettico e talentuoso sassofonista Mel Collins, al bravo tastierista Primiano Di Biase, all’instancabile batterista Danny Cummings e all’ottimo cantante e chitarrista Marco Caviglia, hanno così reso possibile un vero e proprio sogno, quello di rivivere in una sola indimenticabile serata un crescendo di emozioni che soltanto la vera Musica è capace di trasmettere.
Abbiamo intervistato in esclusiva il frontman del gruppo Marco Caviglia:
Com’è nata l’attuale formazione della concept band “Dire Straits Legends”?
Tutto è partito circa 6 o 7 anni fa, quando sono iniziate a crescere sempre più le richieste, da parte dei fans, che chiedevano di poter risentire e rivivere le emozioni che la musica dei Dire Straits gli aveva da sempre trasmesso. Ciò che lega noi componenti del gruppo è una forte e sincera e amicizia, la voglia di stare insieme e di condividere passioni come il tennis, ma anche e soprattutto il profondo rispetto per Mark Knopfler e per la storia e la tradizione dei Dire Straits. Da ciò siamo partiti e abbiamo iniziato questo particolare percorso, che non è però – ci tengo a sottolinearlo – quello di una cover band.
… Le cover band invece rappresentano il tuo passato, prima di entrare a far parte dei “Dire Straits Legends”, vero?
Sì, ho sempre suonato come chitarrista nelle cover band in giro per i pub e i locali.
Fino a che c’è stato un incontro “decisivo”… Ce ne vuoi parlare?
Mi trovavo a New York ed era l’inizio degli anni ’90. Ero all’interno di un negozio di chitarre, dove mi ero recato per acquistarne una, essendo io un vero appassionato di questo strumento! Stavo provando alcuni accordi, quando ad un certo punto mi si avvicina un signore, che non conoscevo assolutamente, e che mi dice: «Tu suoni come Mark Knopfler!». Io, basito e stupito da questa affermazione, rimango poi letteralmente sbalordito dalla rivelazione che quel signore, a me sconosciuto fino a quel momento, non era nientemeno che Rudy Pensa, colui che costruiva personalmente le chitarre dello stesso Mark! Da lì poi è iniziato tutto, la conoscenza con gli altri componenti della band e soprattutto l’amicizia con Mark Knopfler, il mio grande idolo..
Dunque tu e Mark (Knopfler, ndr.) avete stretto un rapporto di amicizia, nonostante potrebbe sembrare che tu abbia preso, per così dire, “il suo posto”…
Infatti non è così, non mi sento di aver preso il suo posto perché si tratta di un’altra cosa.. Io mi sento anzi onorato di poter suonare assieme a delle leggende del rock e poter così celebrare la musica loro e di Mark, fondatore storico e anima del gruppo. Lui ha lasciato i Dire Straits nel 1995, quindi molto tempo fa, ma grazie al suo liutaio Rudy Pensa ora io e lui siamo amici e ci vediamo spesso in alcune occasioni, ad esempio ci siamo incontrati durante un suo concerto a Londra nel 2011: lui rappresenta il mio idolo e lo rispetto profondamente.
Parliamo ora del concerto che avete tenuto lunedì scorso a Grado: com’è stato suonare in quello scenario?
È stato tutto molto suggestivo. Grado poi è una città ospitale, dove si mangia anche benissimo… La location era incantevole: ad un certo punto del concerto poi mi sono accorto che, oltre al pubblico seduto, c’erano delle barche che si erano assiepate sul lungomare, probabilmente incuriosite e attratte dalla musica e dalla situazione: divertente!
Quella di Grado è di fatto l’unica data italiana del vostro tour del 2015
Sì è vero, questa è l’unica data, essendo stata annullata quella di Bolzano. Con Grado avevamo avuto già dei contatti l’anno scorso, ma poi la cosa non era andata a buon fine. Per fortuna quest’anno siamo riusciti a suonare in questa splendida location!
L’anno scorso invece avete suonato a Trieste: com’è stato?
È stata un’emozione grande poter esibirsi in questa fantastica città.. Prima al Teatro Rossetti, ed è stato favoloso! Poi in occasione del Giro d’Italia, in piazza Unità, e anche lì è stato molto suggestivo e bellissimo.
C’è un sogno che ti piacerebbe in particolare realizzare insieme alla tua band?
Il mio sogno lo sto vivendo ora, ogni volta che mi esibisco con quelli che sono da sempre stati i miei idoli e che ora, grazie ai “Dire Straits Legends”, ho la possibilità di celebrare attraverso la loro grande musica. Ora sono sereno e non posso far altro che godermi questo fantastico momento e … Spero tanto che questo sogno non finisca mai!
Alexandra Del Bianco
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Foto di Simone Di Luca e Stefano Bidovec


