13.7.2015 | 17.35 – È proprio un’estate speciale per l’Associazione Culturale Euritmica, che propone nei prossimi giornitre serate da … “capogiro”, tre concerti che il pubblico attende ormai da mesi con grande emozione.
Il primo, domenica 19 giugno alle 21 (nell’ambito della 25esima edizione di Udin&Jazz e in collaborazione con l’Azienda Speciale Villa Manin), è previsto nella magnifica villa di Passariano di Codroipo ed è uno degli appuntamenti che sta facendo vibrare i cuori delle migliori capitali europee:Caetano Veloso e Gilberto Gil nel tour “Two friends. A Century of Music”, a Villa Manin come unica tappa nel Nordest (solo quattro le gigs italiane), sono di nuovo insieme dopo il lontano 1994 (Tropicalia 2), a consolidare un’amicizia e uno stupendo sodalizio cinquantennale.
Senza ombra di dubbio Caetano e Gil, profeti del tropicalismo, sono due dei principali compositori e artisti del Ventesimo secolo: Gil oltre che grande artista è stato, tra le altre cose, anche Ministro della Cultura in Brasile e ambasciatore ONU e Veloso – esiliato a Londra insieme a Gil – nella sua carriera ha esplorato ogni possibile percorso musicale, tra bossa nova e rock estremo, tra esperimenti d’elettronica e arrangiamenti popolari di irraggiungibile raffinatezza, diventando un vero riferimento anche per il mondo culturale anglosassone.
Il loro dorato anniversario di carriera a di amicizia è un evento assoluto. Da quando si sono incontrati la vita li ha spesso tenuti lontani, e hanno composto insieme solo pochi titoli. Eppure hanno da sempre condiviso gioie e vicende drammatiche, senza mai spezzare il filo dell’amicizia. Si stimano in modo incondizionato, e (forse proprio per questo) la set list di questo importante tour è nata non senza difficoltà: entrambi vogliono delle canzoni che portino con sè un significato profondo, sia per la loro amicizia che per il loro rapporto musicale. Per questo motivo su ogni palcoscenico che questi due geni calcano insieme per questo viaggio europeo, la storia della musica rivive alcuni tra i suoi momenti più suggestivi dagli anni Sessanta ad oggi e scrive nuovi capitoli di travolgente intensità.
A seguire, lunedì 20 luglio, sul Piazzale del Castello di Udine, alle 21.30 (ancora nell’ambito di Udin&Jazz e qu in collaborazione con il Comune di Udine e Azalea Promotion) torna nel capoluogo friulano Stefano Bollani, uno dei “pianisti che tutto il mondo ci invidia”, assieme a tre portenti del jazz mondiale (Jason Adasiewicz al vibrafono, Paul Santner al contrabbasso e Jim Black alla batteria). Oggetto del concerto è “Bollani Sheik Yer Zappa”, “un rocker che prendeva in giro con sarcasmo il mondo del quale faceva parte” – così lo stesso Bollani definisce il grande musicista americano, che quest’anno avrebbe compiuto settant’anni. Il progetto prende il nome da un grande disco del 1979, “Sheik Yerbuti”, nel quale Zappa se la prendeva con buona parte del mercato pop di quegli anni. Ora, paradossalmente, quello stesso Zappa sarcastico e scomodo è divenuto un “classico”, un monumento, una fonte di ispirazione da cui sgorgano gemme e soprattutto idee. E Bollani, con il suo stile eclettico e ricco di citazioni musicali, non manca di conquistare il pubblico interagendo e improvvisando, in una performance che si prospetta vulcanica e coinvolgente.
Ultimo appuntamento – al di fuori del festival Udin&Jazz ma un evento a sé e molto sentito, che l’Associazione propone al suo pubblico e al suo territorio – è quello con Francesco De Gregori, il “Principe” della canzone d’autore italiana, atteso ancora al Castello di Udine, mercoledì 22 luglio alle 21.30 con il “Vivavoce Tour”. Il tour – che sta già ottenendo consensi in tutta Italia e che a Udine conta la sua UNICA TAPPA DEL NORDEST – presenta l’omonimo “Vivavoce”, doppio album certificato disco di platino dove rivisita con arrangiamenti inediti 28 tra i più importanti e significativi brani del suo repertorio.
Con De Gregori, sul palcoscenico, una band nutrita e composta da grandi musicisti: GuidoGuglielminetti (basso e contrabbasso), Paolo Giovenchi (chitarre), Lucio Bardi (chitarre),Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino), Alessandro Arianti (hammond e piano), Stefano Parenti (batteria), Elena Cirillo (violino e cori), Giorgio Tebaldi (trombone), Giancarlo Romani(tromba) e Stefano Ribeca (sax). Prodotto da Guido Guglielminetti, “VIVAVOCE” (Caravan/Sony Music) è un lavoro di vero pregio, e ricco di “chicche” per i fans di De Gregori: contiene “Il futuro”, cover del brano “The future” di Leonard Cohen, che De Gregori ha riadattato in italiano e proposto spesso live nei suoi concerti, ora per la prima volta in una versione registrata in studio. Il quarto singolo estratto dall’album (dopo “Alice”, in una nuova versione cantata in duetto conLigabue, “La donna cannone”, in una nuova versione che vede la collaborazione di Nicola Piovaniche ne ha arrangiato e diretto gli archi, e “Generale”), in rotazione radiofonica, è “La leva calcistica della classe ’68”, un vero un “cult” della produzione del cantautore, riproposta e riarrangiata finemente in una nuova versione.


