Ricerca, il sottosegretario Giro: “I centri triestini sono un patrimonio nazionale da valorizzare”

Mario_Giro10.6.2015 | 14.52 – Si è tenuta oggi a Roma, presso la Camera dei Deputati, la presentazione di tre centri triestini facenti parte del sistema delle Nazioni Unite – ICTP (Centro internazionale di fisica teorica Abdus Salam), ICGEB (Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologie), TWAS (Accademia mondiale delle scienze) – e dell’ICRANet di Pescara, che rappresentano un fiore all’occhiello della ricerca italiana orientata alla cooperazione e allo sviluppo sostenibile.

L’evento – intitolato “I centri scientifici internazionali in Italia per il Sistema della ricerca e per il Paese” – è stato promosso dal Ministero degli affari Esteri, nella persona del Sottosegretario agli affari esteri e alla cooperazione internazionale Mario Giro. Vi hanno preso parte, per le Istituzioni politiche: Marina Sereni, Vicepresidente della Camera; il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini; Loredana Panariti, Assessore FVG al lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili.

IctpHanno presentato gli enti internazionali di ricerca: Fernando Quevedo, direttore dell’ICTP; Mauro Giacca, direttore generale dell’ICGEB, Romain Murenzi, direttore esecutivo della TWAS e Remo Ruffini, direttore dell’ICRANet. Presente in Aula anche il Premio Nobel Carlo Rubbia. “In cinquant’anni, lungo l’Adriatico da Trieste a Pescara, si è costruito e rafforzato un cluster scientifico che costituisce un’opportunità per tutta l’Italia perché ogni anno attira un numero importante di cervelli ad altissimo potenziale che poi si legano al nostro paese, imparandone la lingua e talvolta scegliendolo come luogo di residenza. E’ un elemento di forza di un piano d’internazionalizzazione del made in Italy” ha detto il sottosegretario Mario Giro, sottolineando come la loro presenza sul territorio nazionale e la loro attività scientifica abbiano ricadute importanti e positive sull’immagine del nostro Paese, dacché consentono di stringere preziose alleanze strategiche, concorrendo a definire l’Agenda globale della ricerca italiana.

“Il governo italiano continuerà a sostenere questi sistemi come risorsa globale cui oggi vogliamo dare rilevanza”, ha aggiunto, osservando come i circa 30 milioni di Euro che l’Italia stanzia ogni anno sono un investimento che ritorna, sia in termini produttivi, che di lavoro, che di collaborazioni con altre organizzazioni, altri paesi e fondazioni private come la Bill and Melinda Gates. Marina Sereni, Vice Presidente della Camera dei Deputati, ha sottolineato come sia motivo di orgoglio che nel nostro paese ci siano istituti così prestigiosi, e ha ribadito l’importanza di fare questa presentazione alla Camera: “Siamo aperti a capire come anche dal Parlamento sia possibile sostenere e aiutare la vostra attività”, ha detto. La quota di PIL che l’Italia destina alla ricerca è ancora inferiore alla media, ha ricordato la Vice Presidente, ma la qualità dell’informazione scientifica è paragonabile a quella dei principali paesi europei, e la qualità delle collaborazioni internazionali è un indicatore di rilievo per definire il posizionamento dell’Italia nel panorama internazionale.

Stefania Giannini, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha osservato l’importanza di scegliere la Camera dei Deputati per parlare della ricerca italiana di eccellenza. I quattro centri sono accomunati da eccellenza scientifica, dal carattere internazionale e dalla vocazione alla cooperazione, ha detto il Ministro, tutte qualità che devono entrare nell’agenda nazionale e diventare un impegno parlamentare. “Parlare qui di scienza ha un senso politico molto forte: tra non molto dovremo inserire la nostra riflessione in un ambito europeo, e inserire il nostro piano nazionale della ricerca in uno spazio della ricerca europea”. Un altro punto critico toccato dal Ministro, è l’importanza del capitale umano: la ricerca la fanno donne e uomini, i giovani, ed è necessario avere chiara visione di dove siamo e di dove vogliamo andare. “La cooperazione globale ci porta all’internazionalizzazione intrinseca all’essere eccellenze scientifiche”.

Oggi i ragazzi europei tra i 15 e i 24 anni sono circa 80 milioni. Secondo recenti stime, scenderanno a 73 nel 2050. Di contro, i 226 milioni di giovani africani che oggi vivono in Africa, nel 2050 raggiungeranno i 400 milioni. “Serve una “knowledge valley” che sia europea e che si dia obiettivi comuni”, ha detto il Ministro. Se l’Italia riuscirà con le sue politiche a compiere un primo passo in questa direzione, il nostro Paese potrà essere in grado di avere un percorso di carriera e un trasferimento di conoscenza alla società che completi il lavoro fatto finora nei singoli centri.

Loredana Panariti, Assessore FVG al lavoro, ha citato il ruolo di Trieste come centro propulsore di attivazione di reti di eccellenza scientifica di respiro internazionale, ma ha ricordato anche la rilevante dotazione di infrastrutture legate all’attività di ricerca presenti in Friuli Venezia Giulia. Uno degli obiettivi strategici sarà proprio quello di rafforzare questa rete scientifica di eccellenza, favorire il coordinamento all’interno di questa ricchezza che caratterizza la nostra regione.

E’ stata poi la volta dei direttori degli Istituti, che hanno riassunto mezzo secolo di ricerca italiana. Fernando Quevedo, direttore dell’ICTP, ha ricordato che il Centro di fisica da lui diretto ha visto transitare da Trieste oltre 100 mila studenti stranieri, “ … molti dei quali oggi si considerano ambasciatori invisibili dell’Italia nei rispettivi Paesi”. Mauro Giacca, direttore dell’ICGEB, ha presentato alcune ricerche di punta firmate dal Centro di ingegneria genetica, tra cui gli studi per l’infarto del miocardio e l’individuazione del sito cellulare in cui si nasconde l’HIV, e ha presentato l’attività a livello internazionale dell’ICGEB nelle sue tre sedi di Trieste, New Delhi e Cape Town. Romain Murenzi ha ricordato l’importanza di offrire formazione superiore a giovani scienziati, come fa la TWAS da 30 anni, e di supportare la ricerca al femminile. Ha anche ricordato come molti dei membri della TWAS occupino oggi posizioni politiche e diplomatiche di rilievo. Remo Ruffini, direttore dell’ICRANet, ha presentato alcune delle più recenti scoperte in ambito astrofisico e ha ricordato come i giovani ricercatori, nelle varie sedi dell’ICRANet, grazie alla comunicazione a fibra ottica, siano in continuo contatto con i dati dei maggiori osservatori terrestri e spaziali, ribadendo il carattere internazionale dell’ente.

Roberto Toffolutti
Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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