Canile di Sv Anton ( Capodistria), 70 animali a rischio soppressione. L’allarme dei volontari

image19.6.15 | 17.00 – In questo momento e con dieci giorni di anticipo rispetto quanto comunicato – a quanto segnalato da molti testimoni – il Comune di Capodistria, proprietario della struttura che ospita il canile di Sv. Anton, starebbe procedendo al controllo dei cani ( e gatti) presenti e all’allontanamento dei volontari.

L’Associazione slovena Litorale contro il maltrattamento degli animali (ODPMZ) gestisce il canile di Sv. Anton che accoglie i cani accalappiati nei comuni di Isola, Pirano, Capodistria, Ancarano e lungo la fascia transfrontaliera con la provincia di Trieste

Sono più di 450 i cani provenienti da quella struttura, adottati da famiglie residenti nella nostra provincia grazie all’attività dei volontari (cani regolarmente registrati presso l’anagrafe canina regionale italiana, come previsto dalla normativa vigente).

Sono state 12.000 le firme raccolte, attraverso una petizione transfrontaliera, a Trieste l’iniziativa è stata portata avanti dall’associazione “Il Capofonte”, ma la politica e gli interessi si sono evidentemente mostrati insensibili alle richieste e al lavoro dei volontari, con il quale il Comune di Capodistria collaborava da molti anni.

Secondo le informazioni raccolte la gestione passerebbe ad una multi utility specializzata nello smaltimento dei rifiuti che, senza nulla togliere alla professionalità dei dipendenti, dubitiamo potrà mai competere con la gestione fin qui svolta dalla ODPMZ, che si è resa disponibile nei giorni feriali e festivi per 14 ore giornaliere al fine di rendere meno penosa la permanenza dei cani ospitati nel canile.

Il vero allarme ora è per gli animali attualmente ospitati, la legge slovena prevede infatti che, se non adottati, i cani possano essere abbattuti allo scadere del trentesimo giorno dall’accalappiamento.
Quale fine sarà riservata ai cani anziani, a quelli intimoriti, a quelli che hanno perso la fiducia nell’essere umano, che non sono riusciti a trovare una nuova casa, nonostante il lavoro dei volontari? Il rischio è che vengano catalogati come cani incurabili, pericolosi etc. e passino come una qualsiasi immondizia dal canile alla discarica.

Qualora i cani non venissero soppressi, come faranno i dipendenti di un’impresa per lo smaltimento dei rifiuti, privi di esperienza e conoscenza cinofila, a dare in adozione i cani? Chi controllerà poi se le adozioni avranno un buon esito?

Fino ad ora i cani ospitati uscivano dalla struttura regolarmente assieme ai volontari sloveni ed italiani, che li accompagnavano in lunghe passeggiate, al fine di rendere meno oppressiva la detenzione dal momento che le gabbie messe a disposizione dal Comune di Capodistria sono estremamente piccole e non permettono ai cani di taglia grande neppure di muoversi a sufficienza.

I nuovi operatori avranno il tempo per svolgere tali mansioni o la vita in quel canile per i poveri animali che avranno la sventura di entrarci si trasformerà in un incubo insopportabile?

MB

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