
7.5.15 | 15.15 – La Polizia di Stato ha tratto in arresto nel tardo pomeriggio di ieri, due triestini, Alessio Battaglia (31 anni ) e Massimiliano Mocolle di 41, già noti alle forze dell’ordine, che da mesi estorcevano denaro ad una coppia di giovani triestini approfittando del loro stato di svantaggio dovuto ad alcuni deficit psicofisici.
Nel corso di una conferenza stampa il capo della Squadra Mobile di Trieste, dott. Marco Calì ( a sin.nella foto) assieme al suo vice dott. Fabio Soldatich, ha illustrato i dettagli dell’arresto, frutto di un’operazione coordinata dalla Procura di Trieste.
«L’attività di indagine – ha spiegato Calì – avvenuta in un contesto sociale ” border line” è partita grazie ad una segnalazione dei Servizi Sociali del Comune che hanno recepito le gravi difficoltà di una giovane disabile (loro assistita) che versava in uno stato di forte stress psicologico e fisico per le minacce alle quali era sottoposta.
Grazie alla sensibilità degli operatori del Comune e della Polizia, si è scoperto che la coppia di estorsori era solita pretendere settimanalmente – grazie a minacce verbali e fisiche – dalla giovane e dal suo ragazzo, piccole somme di denaro (50/100€) oltre a monili in oro e altri preziosi, costringendo a sottrarli dalle loro abitazioni.
Almeno in un’occasione le violenze non sarebbero state solo verbali, ma la donna sarebbe stata malmenata.
Per il timore di incontrare i suoi molestatori, la giovane aveva smesso di prendere l’autobus e allungava di molto il percorso dei suoi spostamenti quotidiani.
Ieri, dopo che nelle giornate precedenti si erano rinnovate le pressanti richieste di denaro, la ragazza ha incontrato nella zona di Cavana i due balordi e ha consegnato loro 50 euro; all’incontro erano però presenti gli uomini della Mobile che hanno arrestato i due in flagranza.
La successiva perquisizione delle abitazioni dei fermati ha portato alla scoperta di alcuni bancomat (non appartenenti ai due), oltre ad alcune ricevute di “compro oro” (estranei alla vicenda ndr.) per alcuni monili; questi elementi inducono gli investigatori a pensare che l’episodio concluso ieri non sia isolato, ma ci possano essere state situazioni analoghe non ancora venute alla luce.
«Abbiamo voluto rendere noti questi arresti – ha concluso Calì – soprattutto per sottolineare l’importanza del controllo sociale del territorio, che è l’arma vincente in situazioni a rischio.
È importante che le informazioni circolino, invitiamo quindi anche i cittadini che ritengano di assistere ad episodi dubbi, di “non farsi i fatti propri”, ma di informarci.
Assicuriamo che tutte le segnalazioni che ci arrivano vengono esaminate ed elaborate» – ha concluso il vicequestore.
Marco Bonini
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