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lunedì, 8 Agosto 2022

Ferriera, per Serracchiani il cronoprogramma e’ rispettato, ma gia’ ampiamente superato il limite delle Pm10

( un'immagine dell'impianto di Servola scattata attorno mezzogiorno)
( un’immagine dell’impianto di Servola scattata attorno mezzogiorno di oggi)

27.5.15 | 21.45 – Al Tavolo sulla Ferriera riunitosi ieri martedì a Trieste erano presenti tutte le amministrazioni interessate.
Oltre alla Presidente Serracchiani e agli assessori regionali al Lavoro e all’Ambiente, sono infatti intervenuti il sindaco di Trieste Cosolini con gli assessori Kraus e Laureni, e la presidente della Provincia Bassa Poropat con gli assessori Pino e Zollia.

Secondo la Presidente Serracchini «Il cronoprogramma previsto per il rilancio della Ferriera di Servola è perfettamente rispettato in ogni settore, dall’adeguamento e l’ottimizzazione degli impianti alla salvaguardia dell’occupazione e a tutte le attività necessarie per la tutela dell’ambiente».

Confermando il pieno rispetto delle tempistiche, la Presidente ha fatto il punto con istituzioni, Azienda e sindacati su quella che ha definito «una crisi industriale complessa rispetto a cui, dopo il proficuo e sinergico lavoro di tutti gli attori coinvolti, ora possiamo addirittura parlare di allargamento dell’attività industriale».

«Entro l’estate – ha annunciato Serracchiani – sigleremo l’ultimo Accordo di Programma quadro e procederemo alla nomina del commissario straordinario che dovrà curarne l’operatività. A quel punto – ha aggiunto la presidente – potremo affidare a Invitalia l’individuazione del percorso di riqualificazione del sito, valutando bene quali compiti affidarle e quali, invece, potremo svolgere direttamente con opportuno risparmio di costi».
Tre i punti cardine della nuova Ferriera, illustrati al Tavolo dall’amministratore delegato della Siderurgica Triestina Francesco Rosato – al quale secondo il Sole24Ore, dovrebbe subentrare nei prossimi giorni Andrea Landini – il piano di risanamento dell’impianto, quindi il programma ambientale con la messa in sicurezza dei suoli e, ultimo ma non ultimo, la reindustrializzazione dell’area.

L’innovativo impianto di aspirazione della cokeria, ha assicurato Rosato, sarà in esercizio entro l’anno e abbatterà i fumi in maniera radicale, molto più di quanto previsto dalle normative europee, diventando di fatto, ha poi sottolineato Serracchiani, il primo in Europa a raggiungere livelli così alti di rispetto ambientale.

Sul progetto del sistema di aspirazione si è espresso, meno di un mese fa, il prof. Marco Boscolo, perito tecnico della Procura, incaricato di valutare la funzionalità e l’efficacia teorica del progetto di “aspirazione delle emissioni in atmosfera della cokeria, con particolare attenzione alle emissioni diffuse e non convogliate”; nella sua relazione consegnata alla Magistratura, all’Arpa ed a tutte le realtà istituzionali interessate, il perito ha definito la documentazione presentata: “carente, tanto da rendere il progetto attualmente non valutabile”, ammettendo che tale circostanza potrebbe essere addebitabile alla complessità del progetto stesso, del tutto innovativo.

Restano anche sul tappeto i numerosi sforamenti in particolare di Pm10 (48 da inizio anno, a fronte di un limite annuo di 35) con relativi esposti di denuncia ( almeno 7) da parte di numerosi cittadini alla Procura , oltre ad una petizione presentata da alcune associazioni ambientaliste ( Circolo Miani e Servola respira) con 10.279 firme di cittadini, che chiedono la chiusura dell’area a caldo, depositate nelle mani del Presidente del Consiglio regionale, Franco Iacop.

( un esempio delle polveri provenienti dalle lavorazioni dello stabilimento)
( un esempio delle polveri provenienti dalle lavorazioni dello stabilimento)

Sempre nel corso dell’incontro di ieri, è stato definito a buon punto l’Impianto di laminazione che lavorerà i semiprodotti inviati da Cremona.

Le strutture dell’impianto sono già per il 70 per cento già a Trieste e provengono – sempre secondo quanto scrive il Sole 24Ore – da Sparrows Point, un sito siderurgico nei pressi di Baltimora che Severstal ha acquistato nel 2008 da Mittal e poi liquidato nel 2012.

Per l’impianto, come detto, di seconda mano sono previsti sette mesi di montaggio e l’apertura nel corso del primo trimestre 2016.
A questo proposito, verrà prima impiegato personale specializzato e poi, come riferito da Rosato, all’avvio dell’impianto stesso verrebbero coinvolti ulteriori 80 lavoratori

Secondo quanto risulterebbe dai documenti presentati dalla proprietà, all’impianto di produzione di acciaio magnetico sarebbero asserviti tre (nuovi) camini alti circa 25 metri.

Tutto quanto, ha spiegato Serracchiani, avverrà sotto l’attento controllo della Regione, sia per quanto riguarda il rispetto delle tempistiche, considerato fondamentale da Cosolini che ha anche chiesto il maggior coinvolgimento possibile dell’indotto locale, sia per i fattori occupazione e difesa dell’ambiente.

Da parte della Presidente Serracchiani, rassicurazioni ai sindacati anche in merito alla formazione dei lavoratori.
«Tutto pronto, dagli strumenti alle risorse», ha chiosato Serracchiani.

Il tanto pubblicizzato “open day” invece, previsto a giugno viene rimandato a settembre, “in quanto – è stato detto – il cantiere attivo ha occupato buona parte dell’area visitabile”.

“Essendo appena arrivato l’impianto di aspirazione – ha commentato la Presidente – meglio aprire le porte tra qualche mese, quando avremo qualcosa in più da verificare e mostrare”.

In attesa della messa in funzione del sistema di aspirazione e delle verifiche circa l’effettivo funzionamento dello stesso con l’abbattimento radicale dei fumi, sorge spontaneo un dubbio : “se li sistema non dovesse funzionare come promesso, si assisterà nuovamente all’antico ricatto “posti di lavoro- salute” o si provvederà alla chiusura dell’area a caldo e ad investire le risorse pubbliche in iniziative occupazionali sostenibili anche dal punto di vista ambientale?

È stato dimostrato anche in questi giorni, con la movimentazione di centinaia di container e tonnellate di materiali, che l’area di Servola grazie alle sue banchine ed ai pescaggi profondi dei fondali, potrebbe diventare un eccezionale polo logistico, creare sviluppo e centinaia di posti di lavoro.

Marco Bonini

( riproduzione – riservata )

 

 

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