Papa Francesco a Redipuglia: “La guerra e’ una follia”

13.9.2014 | 12.36 – Papa Francesco in visita in Friuli Venezia Giulia per i 100 dall’inizio della Prima Guerra Mondiale. Centro delle celebrazioni il sacrario di Redipuglia. “La guerra è una follia. La guerra distrugge. Distrugge anche ciò che Dio ha creato di più bello: l’essere umano” ha detto Bergoglio durante la celebrazione della messa. Il Papa ha poi puntato il dito contro “i pianificatori del terrore che hanno scritto nel cuore solo: a me che importa?”.

Papa Francesco arriva all'Aeroporto FVG - Ronchi dei Legionari 13/09/2014

“La guerra stravolge tutto, anche il legame tra fratelli. La guerra è folle, il suo piano di sviluppo è la distruzione: volersi sviluppare mediante la distruzione!” ha aggiunto il Pontefice. Bergoglio ha poi commentato i vari conflitti che oggi si stanno combattendo in varie parti del mondo: – “Anche oggi, dopo il secondo fallimento di un’altra guerra mondiale, forse si può parlare di una terza guerra combattuta “a pezzi”, con crimini, massacri, distruzioni…”.

Nella messa al Sacrario di Redipuglia, papa Francesco ha puntato il dito contro “questi pianificatori del terrore, questi organizzatori dello scontro, come pure gli imprenditori delle armi”, gli “affaristi della guerra”, che “hanno scritto nel cuore: a me che importa?”.  Papa Francesco si raccolto in preghiera in uno dei luoghi simboli della Grande Guerra, il cimitero austro-ungarico di Fogliano di Redipuglia. Nel cimitero riposano infatti 14.550 salme di soldati caduti in quest’area nel corso della Prima Guerra Mondiale.

Un’omelia di forza impressionante, un’analisi lucidissima del mondo di oggi e del male che lo attanaglia, un duro richiamo contro l’egoismo“. Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani commentando l’omelia del Santo Padre pronunciata durante la celebrazione della Santa Messa oggi al Sacrario di Redipuglia (Gorizia).

“Colpisce a fondo l’appello alla conversione del cuore e l’invocazione a ritrovare la capacità di piangere, che sono – ha aggiunto Serracchiani – un’espressione di umanità altissima e una via alla fede. Il Santo Padre con poche ma nette e profonde parole è riuscito a gettare nei nostri cuori un fertile turbamento e anche per questo – ha concluso Serracchiani – gli dobbiamo gratitudine”.

Roberto Toffolutti
Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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