17.9.2014 | 21.36 – E’ sicuramente il talento più interessante della pallavolo triestina. La diciottenne Noura Mabilo è già da due anni in pianta stabile nella rosa del Club Italia, che raggruppa le migliori giovani atlete del volley nazionale, in particolar modo quelle che non militano nei grandi team ma nelle società di provincia, e che proprio per questo farebbero difficoltà a trovare sbocchi fra le “big”. Cresciuta nelle fila del Centro Coselli, la società gestita da Marcello Levatino, che è una delle realtà più sviluppate – e dal vivaio particolarmente numeroso – dell’intera regione, la Mabilo si è fatta apprezzare in queste due stagioni nel Club Italia, dove si è messa in luce al punto da attirare su di sé le attenzioni di qualche sodalizio di massima serie. Ma lei rimane con i piedi per terra, com’è nel suo carattere.
Noura, allora: partiamo dalla fine, e cioè dall’impegno di fine agosto in Finlandia con la Nazionale juniores. Com’è andata?
“Parecchio male. Abbiamo perso tutti gli incontri a parte uno, con le padrone di casa. Peccato perché avevamo lavorato con grande intensità per tutta l’estate, presentandoci agli Europei come una delle favorite. Ed invece in campo non siamo riuscite a dimostrare il nostro valore. Forse abbiamo patito la pressione, l’obbligo di dover vincere. E ci siamo sciolte come neve al sole”.
Com’è stata invece la stagione scorsa di serie B con il Club Italia?
“Ci siamo salvate abbastanza tranquillamente, direi che complessivamente è stata una buona annata. Adesso ce ne aspetta una ancora più impegnativa, perché disputeremo il torneo di A2”.
Come si svolgono le vostre giornate? Tutto scuola e pallavolo?
“Praticamente sì. Viviamo a Milano, siamo una quindicina, frequentiamo le scuole pubbliche e di pomeriggio studiamo e ci alleniamo. Non c’è molto spazio per fare altro. All’inizio era dura, poi ci si abitua. Sarà la mia ultima stagione col Club Italia”.
E poi?
“Vedremo. L’obiettivo naturalmente è di andare a giocare in qualche squadra di serie A, ma per ora non ne so niente. M’impegnerò al massimo per farcela”.
Il tuo cartellino è sempre del Coselli?
“Sì, ed è grazie a questa società, e al mio ex allenatore Marcello Levatino, che ho potuto provare questa bella esperienza. Sono loro che mi hanno cresciuta, sono rimasta lì quattro anni e dal punto di vista tecnico e formativo è stata la scelta migliore”.
Prima della pallavolo facevi atletica, vero?
“Sì, e tutto sommato con buoni risultati anche lì. Però credo che cambiare disciplina mi abbia aiutato tantissimo dal punto di vista caratteriale. Essendo uno sport individuale tendevo ad isolarmi. Lo sport di squadra, invece, mi ha reso più aperta e socievole, e mi ha dato una grossa mano anche nella vita”.
Sarai a Trieste per i Mondiali?
“Eh, magari… In genere torniamo a casa ogni due settimane e non so ancora come ci organizzeremo fra fine settembre e inizio ottobre. Ma se verrò a Trieste sarò sicuramente presente al palasport”.
Intanto, qualche mese fa, avevi deliziato il folto pubblico dal palco di Parma con il tuo bel sorriso alla cerimonia dei sorteggi…
“E’ stata un’emozione incredibile: tanta gente, tanti campioni. Un’esperienza unica che ricorderò per sempre”.



