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venerdì, 9 Dicembre 2022

Greenpeace Warrior a Trieste, visita alla “corsara” dell’ambiente

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CRONACA – Impegnata nella sua campagna contro le energie inquinanti, la nave di Greenpeace sfiora Trieste nel suo tour verso Brindisi

E’ arrivata sabato da Koper la Rainbow Warrior, la nave più amata (e temuta) degli oceani che sotto il vessillo di Greenpeace porta in tour il suo messaggio ambientalista, in opposizione alle fonti energetiche fossili e per lo sviluppo delle alternative sostenibili. Per noi e per il pianeta che ci ospita.

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Dopo una breve sosta al Molo Pescheria, la Rainbow Warrior ha preso il largo la domenica mattina sotto un cielo plumbeo impostando la rotta verso Venezia, lì dov’è attesa per un open day di dibattiti e visite guidate. A incuriosire infatti non è solo il messaggio, fondamentale per l’ecosistema, di cui si fa portavoce: la stessa imbarcazione (finanziata da donazioni e contributi volontari) è un complesso insieme di eccellenza ingegneristica con una speciale attenzione ai consumi e all’impatto ambientale. La storia delle sue due antecedenti è costellata di episodi eroici, momenti drammatici e azioni dimostrative che hanno avvicinato l’opinione pubblica ai problemi riguardanti lo sfruttamento delle risorse del pianeta; storico l’episodio del luglio 1985 quando la prima guerriera del mare, impegnata in azioni di disturbo contro i test nucleari in polinesia, fu affondata dai servizi segreti francesi – attentato che provocò la morte del fotografo Fernando Pereira e lo sdegno della comunità internazionale. Per la timeline completa delle campagne e delle attività delle Rainbow Warrior CLICCA QUI.

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Una volta levati gli ormeggi, la nave arcobaleno è stata raggiunta all’altezza di Miramare da numerose imbarcazioni “amiche” provenienti dai circoli nautici del litorale, per una sfilata green davanti al porto di Monfalcone. «Il tema delle risorse energetiche» ci ha spiegato durante la navigazione Luca Iacoboni – responsabile della campagna Energia e Clima per l’italia, «è di fondamentale importanza soprattutto per garantire l’autonomia energetica senza scaricare i costi sui cittadini: basti pensare ai milioni di euro spesi ogni anno per le politiche di adattamento; paesi europei più attenti all’argomento come la Germania o l’Olanda si muovono da anni verso questa direzione».

«La visita a Trieste è importante» ha affermato uno dei volontari del comitato locale, «non solo perché qui l’attivismo è pressochè inesistente, ma anche per ricordare l’episodio dell’ottobre scorso».
Era stato infatti un commando di Greenpeace a manifestare contro Esimit 2, la barca sponsorizzata dal colosso dell’energia Gazprom, durante la Barcolana; l’azione aveva portato a violente reazioni da parte dell’equipaggio da regata.
«I media hanno demonizzato l’operazione di Greenpeace, ma nessuno ha sottolineato che – in seguito a un lungo procedimento giudiziario – Esimit 2 è stata costretta a versare un importante risarcimento che è stato donato interamente a una società nautica locale, la Laguna, che si occupa di far avvicinare allo sport anche chi è portatore di disabilità. E’ più comodo vederci come dei semplici disturbatori».

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Il tour della Rainbow Warrior, nel frattempo, continua verso Brindisi portando con sé un messaggio importante che riguarda prima di tutto la cultura del mare, troppo spesso assente a Trieste; per sostenere la campagna contro la dipendenza dalle energie inquinanti è possibile FIRMARE LA PETIZIONE ONLINE.

articolo e foto di Fulvio E. Bullo

riproduzione riservata

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