CRONACA Il segretario Tasso: «In due anni gli abitanti di Servola hanno respirato il doppio della quantità di benzo(a)pirene considerato ammissibile dalle normative»

7.3.2014 | 8.57 – Il sindaco Cosolini con un lungo post sul suo sito www.robertocosolini.it, oltre a scusarsi “per aver perso la pazienza” con l’inviata delle Iene che lo stava intervistando, ha voluto dire la sua sulla questione della Ferriera di Servola o meglio usando le sue parole: «spiegare a tutti coloro che lo vogliono sapere – anche a quelli che mi criticano – come stanno veramente le cose». Le spiegazioni del primo cittadino non sono molto piaciute all’associazione “Nosmog onlus”, che ci ha rilasciato tramite il suo segretario, Adriano Tasso, un lungo commento.
«Il sindaco parla di qualità dell’aria migliorata, ma poiché partiamo da una situazione estremamente critica, l’aria oggi è tutt’altro che sana. È meno inquinata, ma sempre molto inquinata».
«Il lavoro giornalistico delle Iene (definito da Cosolini “non vero”) – avendolo seguito da vicino, ci ha detto Tasso – è stato estremamente scrupoloso, abbiamo fornito loro dati ufficiali che sono stati in seguito vagliati e verificati dagli uffici legali e tecnici che appoggiano la redazione del programma».
In merito a quanto scrive Cosolini: «non starò a criticare il passato per la semplice ragione che non si è fatto nulla…» il segretario di No smog, fa notare che il “passato” riguarda anche l’operato del Sindaco che, all’epoca del rilascio dell’Aia (nel 2007), in qualità di assessore regionale della giunta Illy aveva preparato la relazione finale per il rilascio del documento autorizzativo.
«Nella relazione erano evidenziati tre punti: che il piano industriale era da ritenersi valido, che il livello occupazionale era più che garantito e che la concessione Aia avrebbe sistemato la parte ambientale. Recentemente però, il PM Frezza ha evidenziato che l’Aia entrata in vigore nel 2008 presentava numerosi difetti nella sua redazione e presentava maglie troppo larghe e “generose”».
«A proposito del servizio delle Iene non ci sono state speculazioni, per questioni di tempi sono state tagliate numerose testimonianze e contenuti, ma servizi del Tg2 e di “Ambiente Italia” avevano messo in onda contenuti analoghi» – prosegue Tasso nel suo commento.
«Parlando di promesse elettorali, in tema di Ferriera, Cosolini all’epoca, basò la sua campagna parlando di “riconversione”, ora si parla di prosecuzione di attività, per cui un vero e proprio cambiamento di intenti». Cosolini nel suo post rimarca la totale trasparenza e accessibilità agli atti del Comune riguardanti la Ferriera.
«L’accesso agli atti è un atto dovuto – chiosa Tasso – previsto da una legge regionale, per cui nessuna concessione particolare dell’amministrazione. Il Sindaco invece con la legge 1/2012 sull’inquinamento da Benzo(a)pirene ha maggiore forza e strumenti di maggiore efficacia per la tutela della salute dei cittadini. Denunciamo la la lentezza nel recepire la legge, la prima ordinanza di riduzione delle emissioni è dell’ottobre 2012, il superamento della soglia massima, però, era avvenuta nel giugno dello stesso anno. Stessa cosa nel 2013 con il superamento annuale che era avvenuto nel luglio e l’ordinanza arrivata nel dicembre 2013! È un dato di fatto che in due anni gli abitanti di Servola hanno respirato come minimo il doppio della quantità di benzo(a)pirene ammissibile».
Il segretario di “Nosmog” parla anche della centralina che registra gli sforamenti nelle emissioni e che, secondo Cosolini, sarebbe oggetto di contestazione. «Una sentenza del Tar ha stabilito che qualunque centralina di monitoraggio presente in una zona abitata ha la sua validità, quindi i dati che essa raccoglie devono essere considerati validi ed utilizzabili».
Commentando il post del Sindaco, Tasso prosegue: «un impianto fermo non può inquinare più di uno in attività, i proventi di una eventuale vendita dovrebbero essere messi a disposizione per il recupero del danno ambientale. Perché ad esempio il Comune non segue l’esempio della Provincia e della Regione e si iscrive tra i creditori privilegiati per risarcire il danno ambientale provocato dalla Lucchini?» Continuando «sul documento dell’accordo di programma manca sempre la firma della Monassi, che tra l’altro ha fatto sapere che dopo il cambio di governo, nessuno da Roma si sia fatto sentire».
Conclude Tasso: «l’impianto di Servola in 15 anni, sotto diverse gestioni e nonostante l’enorme massa di denaro pubblico, è fallito tre volte, finendo in mano alle banche. Si tratta di un impianto che perde diversi milioni al mese, senza tener conto dello stato in cui versano gli impianti che sono obsoleti e altamente inquinanti. Ma di cosa stiamo parlando?».
Marco Bonini
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