SPORT Carini «Sono particolarmente soddisfatto della risposta fornita dagli studenti che abbiamo incontrato»

10.3.2014 | 16.55 – La celebre competizione sportiva della Bavisela entra nelle scuole superiori di Trieste attraverso la promozione dello sport pulito.
Tra i primi istituti ad aver aderito a questo progetto speciale vi è l’Ips Galvani. Nella mattinata di oggi quattro classi dell’istituto scolastico hanno assistito ad una conferenza nell’aula magna della scuola e i cui relatori erano il presidente della Bavisela, Fabio Carini, e il top runner Stefano Scaini.
Uno degli argomenti caldi dell’incontro è stato quello del doping e della lotta alle sostanze illecite per poter garantire un competizione sana e corretta, un impegno che la Bavisela ha intrapreso a partire dallo scorso anno, con l’introduzione del contratto etico per gli atleti e una campagna di sensibilizzazione sul web, sui social network e con volantini realizzati ad hoc.
La conferenza è stata inoltre arricchita da alcuni filmati e contributi volti ad illustrare anche la strada della certificazione Imq, ambientale e sociale, che l’organizzazione sta seguendo come primo evento sportivo in Friuli Venezia Giulia e come seconda maratona in Europa.
Tra i progetti nell’ambito della responsabilità sociale sono state ricordate anche le agevolazioni per i giovani, con una tariffa speciale per gli under 18, che potranno competere nella Bavisela Family, in programma per domenica 4 maggio, insieme a Maratona d’Europa e Maratonina di Trieste, con un’iscrizione si soli 5 euro.
«Sono particolarmente soddisfatto della risposta fornita dagli studenti che abbiamo incontrato – commenta Carini – perché hanno dimostrato di sapere cogliere le giuste sollecitazioni e quegli input necessari ad attivare in loro uno spirito di coinvolgimento in tempi così importanti e mutuabili dallo sport alla vita di tutti i giorni. Al termine – ha aggiunto il presidente della Bavisela – svariati di loro sono venuti da Scaini e da me a chiedere come e dove cominciare a conoscere e praticare l’atletica e la corsa in particolare. Grande soddisfazione anche da una studentessa che ha evidenziato come non sempre lo sport trasmetta valori positivi in assoluto, citando ad esempio quella parte di calcio malato utilizzato come pericoloso sfogo di rabbie e frustrazioni piuttosto che per una crescita costruttiva dell’individuo».
Scaini ha posto un particolare accento sulla pericolosità delle sostanze dopanti e “simildopanti”, spesso reperibili con troppa facilità anche sul web, citando esempi concreti di danni portando all’attenzione degli studenti i danni irreparabili provocati a sportivi che ne hanno fatto uso.
Gli incontri nelle scuole (gli istituti interessati possono ancora formulare le proprie richieste all’indirizzo email [email protected]) sono realizzati grazie al supporto della Provincia di Trieste, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Provinciale.
Alessia Liberti
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