Conto alla rovescia per la Croce Rossa: privatizzazione in corso

15.01.2014 | 10.30 – Dal 1° gennaio 2014 la Croce Rossa Italiana diventa ente privato.

Il D.Lgs 178/12 contenente la riforma di “Riorganizzazione dell’Associazione italiana della Croce Rossa” e la legge n.125/13 recante “Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni” hanno sancito la trasformazione della CRI da Ente pubblico non economico ad Associazione di diritto privato e l’accorpamento delle Componenti Volontaristiche civili, destinate a fondersi nella Componente Unica.

Di fatto l’organizzazione erediterà tutte le attività svolte attualmente e potrà qualificarsi come associazione di promozione sociale; tale decreto inoltre, la autorizza ad operare sul territorio nazionale come unica Società di Croce Rossa conforme alle Convenzioni di Ginevra del 1949.
Il processo di privatizzazione avverrà in due fasi ben distinte, la prima, a partire da gennaio 2014, riguardante i comitati locali e provinciali e la seconda che vedrà la luce ad inizio 2015 che consisterà nella riorganizzazione e conversione ad ente privato anche del comitato centrale di Roma e dei 21 regionali.
Il bilancio dei comitati locali e provinciali non farà più parte del bilancio consolidato dello Stato, spiega il Delegato dell’Area VI, Francesco Bozzetto. Tutto il patrimonio (ambulanze,auto, immobili…) rimarrà di proprietà del comitato centrale ma sarà dato in comodato gratuito alle realtà locali che in seguito formeranno a loro volta un proprio patrimonio privato.
Ogni comitato avrà un conto corrente e sarà responsabile di autosostenersi senza gravare sugli altri e potrà richiedere ed eventualmente usufruire dei contributi destinati al settore privato stanziati dalle Pubbliche Amministrazioni.
Entro i primi mesi dell’anno il personale dei Comitati privatizzati verrà sottoposto a un processo di privatizzazione del contratto di lavoro; dal 2015, quando diventeranno privati anche i Comitati regionali e centrale, il processo riguarderà anche i dipendenti ivi impiegati.
Il comitato centrale assieme ai Comitati regionali si occuperanno, durante il periodo transitorio, della parte amministrativa, della formazione e dell’ addestramento dei volontari. Avranno inoltre il compito di vigilare sull’operato delle associazioni locali verificando l’adempienza ai 7 principi fondamentali della CRI.
Nonostante la Croce Rossa Italiana fosse conosciuta a livello nazionale per i bilanci problematici (cit. Corte dei Conti), negli ultimi anni vi è stato un vigoroso processo di risanamento ad opera del Presidente Nazionale. A Trieste, dove si sono sempre seguiti principi di buona amministrazione, sembra farsi strada uno “spirito ottimistico” giacché la privatizzazione viene vista come un’opportunità.
“La privatizzazione si pone con due obiettivi – continua Bozzetto – il primo, inteso come un recupero di efficienza. I tempi lenti di risposta di un ente di emergenza pubblico come la CRI non potevano competere con la lunga serie di concorrenti privati che agiscono rapidamente con strumenti privatistici. Il secondo, risultato inevitabile del precedente è inteso come recupero di competitività”.

Valentina Mesghez
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